Isola di Hawaii: cosa vedere in tre giorni

Con questo articolo vorremo farvi conoscere la grande bellezza dell’isola di Hawaii, sopranominata Big Island proprio perché è la più grande isola dell’arcipelago hawaiano.

Big Island si trova a sud ovest dell’arcipelago ed è grande più di 10.400 chilometri ( per darvi un’idea poco meno della metà della Sardegna) ed è l’isola geologicamente più giovane dell’arcipelago.  Il vero nome di questa isola è Hawai’i, ma  per evitare di confonderla con lo Stato hawaiano nel suo complesso, viene chiamata Big Island, grande isola.

La nostra permanenza sull’isola è stata solo di tre giorni, assolutamente pochi per visitarla e per poter apprezzarla appieno.
L’isola è ricca di spiagge, di piantagioni di caffè, di luoghi storici, di graziose cittadine, ma soprattutto per poter scoprire il Volcanos National Park in tutta la sua bellezza. Qui infatti è possibile effettuare trekking in luoghi di una bellezza infinta e che noi, a causa della pioggia che ci ha perseguitato per tutti i tre giorni, non siamo riusciti a cogliere al meglio.

Sull’isola è presente ancora un vulcano attivo. il Kilauea, che per via delle sue continue e frequenti eruzioni continua ad incrementarne la superficie.

Sorvolando l’isola si nota quanto sia importante l’attività vulcanica, infatti il panorama sottostante è a strisce, le diverse colate hanno colori diversi creando un territorio dalle diverse sfumature di nero.

Un’altra particolarità di Big Island è la produzione del caffè. In diverse zone dell’isola si possono vedere le piantagioni di questa cultura e partecipare anche a visite nelle aziende di produzione.

Piantagione di caffè – Big Island

Il clima su Big Island

Il clima è tropicale, caratterizzato da notevoli differenze anche in zone geograficamente molto vicine. I rilievi montuosi hanno un forte impatto sul clima, più le cime sono elevate, più sono significative le variazioni. Questo è il motivo per cui sull’isola di Big Island, dove sono presenti vette che superano i 4000 metri (il Mauna Kea e il Mauna Loa), è presente una forte variabilità climatica. La parte più umida e di conseguente più lussureggiante si trova ad est nella zona di Hilo, mentre le aree più secche sono quelle di Waikoloa, le pendici ad ovest dei vulcani Mauna Loa e Mauna Kea, e la punta più a sud dell’isola.

Come raggiungere Big Island

A Big Island si arriva in aereo. Sono presenti due aeroporti: Hilo International Airport  a est e il Ellison Onizuka Kona International Airport at Keahole, a ovest.

Ecco il nostro itinerario

La nostra base era la città di Kona, da qui abbiamo visitato la zona est ed il Volcanos National Park, il sud e il nord dell’isola costeggiando la costa ovest.

1° giorno – Volcanos National Park, Hilo, Rambow Falls

La giornata l’abbiamo dedicata alla visita del Hawaian National Volcanos Park, uno dei luoghi più affascinanti mai visti.

Inaugurato nel 1916, copre più di 1.300 chilometri quadrati, e ospita due vulcani in attività, il Mauna Loa, con un’altezza di quasi 4.200 metri sul livello del mare, per volume è il più grande vulcano attivo della terra, e il Kīlauea, alto 1.247 metri sopra il livello del mare, uno dei vulcani più attivi del mondo. Questo parco è una Riserva Internazionale della Biosfera e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Appena giunti nel parco abbiamo raggiunto il Kilauea Visitor Center, dove abbiamo assistito alla spiegazione da parte di un ranger delle caratteristiche del parco e del suo territorio.

In seguito, vista l’incessante pioggia, abbiamo raggiunto in macchina il parcheggio della Caldera, da qui il tour è proseguito a piedi verso due overlook, il Kilauea e l’Uekahuna. Il paesaggio è surreale, dall’alto si vede la bocca del cratere fumante, è veramente impressionante. Peccato il tempo pessimo ci sarebbero tanti trekking da effettuare sulla sommità del cratere e nel parco. Proseguiamo in macchina percorrendo il Crater Rim Drive, la strada asfaltata di circa 18 km che corre attorno al cratere del Kilauea, con tanti punti panoramici e luoghi interessanti come  il Thurston Lava tube, una galleria scavata dalla lava circondata da una fitta vegetazione e Devastation Trail, un semplice percorso asfaltato di circa 1.6 km, che mostra un paesaggio spettrale, dove tutto è stato coperto dalle ceneri dell’eruzione del 1959.

Vulcano Kilauea – Big Island
Thurston Lava tube – Big Island

Al termine del nostro tour nel parco abbiamo imboccato la Chain of Crates Road, la strada di 31 km che arriva fino all’oceano. Percorrendola, si attraversa un mare di lava, la sensazione è quella di trovarvi su un pianeta alieno ed inospitale. Al termine della strada si raggiunge il parcheggio dal quale si può vedere  il Holei Sea Arch, un arco di roccia lavica immerso dal mare.

Holei Sea Arch – Big Island
Holei Sea Arch – Big Island

Purtroppo a causa della pioggia abbiamo dedicato solo mezza giornata alla visita di questo parco, che meriterebbe molto più tempo.

Informazioni sul parco
La città più vicina è Hilo che dista circa 30 miglia. Purtroppo non ci sono bus navetta o mezzi pubblici all’interno del parco perciò occorre visitarlo con un mezzo proprio o con tour organizzato.
Biglietti d’ingresso (anno 2022)
$ 30,00 per veicolo privato non commerciale – 7 giorni
$ 25,00 per moto – 7 giorni
$ 15,00 per pedone o bicicletta – 7 giorni
Noi abbiamo utilizzato la tessera annuale dei parchi nazionali americani, se volete ulteriori informazioni  ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato al nostro itinerario sull’isola di Maui.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito del parco.

Usciti dal parco abbiamo fatto un giro per la cittadina di Hilo, senza fermarci, sempre a causa del brutto tempo, inoltre essendo domenica era tutto chiuso.

Abbiamo fatto la sosta pranzo al Kurtistown Cafe, un piccolo locale dove è possibile mangiare hamburger. Il posto ci aveva attratto in quanto all’interno del locale è presente una piccola biblioteca, mentre si mangia è possibile consultare i libri.

Kurtistown Cafe – Big Island

In questa zona è possibile visitare diverse cascate, vi consigliamo di consultare in anticipo gli orari di apertura in quanto noi alle 17 abbiamo trovato tanti luoghi già chiusi.

L’unica cascata sempre accessibile, con accesso gratuito è la Raimbow Falls,  situata vicino a Hilo. Il fiume Wailuku precipita in una grande piscina circondata da una fitta vegetazione tropicale, creando una cascata alta 24 metri.

Raimbow Falls – Big Island

2° giorno  da Kona verso sud percorrendo la Hgw 11 e 160

Percorrendo questo tratto di costa la vegetazione diventa più lussureggiante e si attraversano tante coltivazioni di caffè.

Qui sono presenti tanti locali dove è possibile degustare un buon caffè accompagnato da deliziosi dolcetti, come torte o muffin. Noi abbiamo fatto una sosta al The Coffe Shack per un caffè, un localino con una terrazza affacciata sul mare. Il caffè era veramente ottimo!

The Coffe Shack Big Island

La nostra prima sosta è presso Pu’uhonua o Honaunau National Historical Park, uno dei luoghi storici più sacri delle Hawaii. Al suo interno si trova una ricostruzione di un antico villaggio visitabile seguendo un percorso illustrato all’ombra di alte palme. E’ presente la Grande Muraglia, alta più di tre metri e spessa 5 metri; l’Hale o Keawe Heiau,  un tempio sacro che ospitava le ossa di 23 aliʻi (capi). Al suo esterno sono posizionati dei kiʻi , immagini in legno degli dei.

Pu’uhonua o Honaunau National Historical Park-Big Island

La costa è di roccia lavica nera che  impediva di avvicinarsi via mare

Inoltre si possono ammirare la Royal Grounds, il campo reale, la sacra casa di aliʻi, il Keone’ele Cove, l’approdo reale della canoa; la Pietra di Keōua , il luogo di riposo preferito dell’alto capo di Kona, Keōua.

Per avere maggiori informazioni sul parco vi consigliamo di consultare il loro sito,

Anche per l’ingresso a questo parco abbiamo potuto utilizzare la tessere dei parchi americani.

Pu’uhonua o Honaunau National Historical Park-Big Island

Abbiamo pranzato in un posto che vi consigliamo a Na’alehu al Punaluu bakerey, una pasticceria immersa in un’oasi verde.

Na’alehu al Punaluu bakerey
Na’alehu al Punaluu bakerey

Nel pomeriggio abbiamo visitato due spiagge molto particolari, la Punaluu Black sand beach e la Papakōlea green sand beach, raggiungendo infine il punto più a sud degli USA a Ka lea.

La Punaluu Black sand beach chiamata Black Sand Beach, si trova tra Phala e Naalehu Kalahe.

La spiaggia è di forma circolare ed è circondata da alte palme; la sua particolarità è la sabbia nera di origine vulcanica, il contrasto con la vegetazione circostante è incredibile. Qui abbiamo incontrato una tartaruga verde che prendeva il sole in una zona circondata della spiaggia. Che emozione!

Questa spiaggia è di facile accesso, sono presenti un grande parcheggio gratuito, un’area picnic e i servizi igienici.

Punaluu Black sand beach
Punaluu Black sand beach

Papakōlea Beach è una spiaggia di sabbia verde situata vicino a South Point, il punto più a sud degli USA. Uno spettacolo naturale che deve la sua colorazione alla presenza di Olivina, un minerale magmatico contenente ferro e magnesio. Questo fenomeno si verifica solo in altri tre luoghi della terra: sul lago Hornindalsvatnet, in Norvegia, su Floreana Island nelle isole Galápagos e sull’isola di Guam.

Questa spiaggia è difficilmente accessibile ed è priva di qualsiasi punto di ristoro. Si può raggiungere a piedi (con una lunghissima camminata) o utilizzando una 4×4 in autonomia, occorre fare però molta attenzione perché la strada è molto dissestata e piena di buche.

Papakōlea Beach

Nel parcheggio (gratuito) sono presenti alcuni abitanti del luogo che effettuano il trasporto su jeep dietro un corrispettivo che dipende dal numero di persone che trasportano.

Giunti sul posto abbiamo trovato uno spettacolo incedibile, la sabbia è di un verde scuro e il paesaggio è completamente selvaggio, un luogo veramente da sogno.

Papakōlea Beach
Papakōlea Beach

3° giorno – verso nord percorrendo la Hgw 19

Durante l’ultima giornata avevamo il desiderio di trascorrere un po’ di ore in qualche spiaggia per una nuotata nelle acque trasparenti, purtroppo il tempo non è stato dei migliori!

Abbiamo raggiunto Hapuna Beach, dove abbiamo fatto solo una sosta per una occhiatina.

Hapuna Beach

Hapuna Beach ha un lungo tratto di sabbia bianca, con acque limpide e invitanti. Una rigogliosa vegetazione le fa da cornice.

In tutta questa zona i parcheggi sono a pagamento e costano $ 10,00 a veicolo più $ 5,00 a persona, il ticket è valido tutta la giornata anche se si cambia parcheggio.

Noi ci siamo fermati nella piccola spiaggia 69° beach con sabbia fine e una fitta vegetazione che si protrae fin verso il mare. Anche qui il parcheggio è a pagamento con le stesse tariffe di Hapuna Beach.

Per pranzo abbiamo fatto una sosta al Sea food Bar & Grill, un ristorante sul mare vicino a Waimea, dove abbiamo assaggiato il poke (non è di nostro gradimento, però) e abbiamo mangiato un buon risotto a base di pesce.

Nel pomeriggio abbiamo fatto una sosta al Pu’ukohola Heiau Ntional park, un sito storico con entrata gratuita. Dopo una breve visita abbiamo trascorso il pomeriggio nella spiaggia sottostante, il Spencer Beach Park, con sabbia color ocra e mare cristallino.

Spencer Beach Park,

Sulla strada di ritorno verso Kona abbiamo fatto uno stop a Kua Bay, una spiaggia di sabbia bianca molto bella.

Kua Bay

Nonostante il tempo estremamente variabile che ci ha perseguitato per tutta la giornata, in serata abbiamo assistito ad un tramonto strepitoso.

tramonto a Big Island

La cena l’abbiamo effettuata al Kona Brewery Festival, una birreria. Vi consigliamo di prenotare in anticipo, soprattutto se si vuole mangiare nel giardino esterno. Questa locale è noto per le sue birre ma offre anche una buona varietà di specialità locali, pizze e panini.

Kona Brewery Festival – Big Island

Durante il viaggio abbiamo constatato che l’isola è realmente molto grande; se dovessimo tornare probabilmente non alloggeremo più in un solo luogo, costretti a fare andata e ritorno in giornata e perdendo tante ore in macchina. Secondo il nostro parere per visitare questa isola l’ideale sarebbe fare un road trip, soggiornando tutte le sere in luoghi diversi.

Inoltre per visitare questa isola consigliamo una macchina con quattro ruote motrici, in quanto è necessaria per accedere in alcuni luoghi, come sulla sommità del Vulcano Mauna Kea, dove si trova  l’Osservatorio astronomico.

Nonostante il tempo sempre molto avverso, la permanenza sull’isola è stata molto interessante, un viaggio a contatto con la natura e lontana dal turismo di massa. Un’isola che merita certamente un’altra nostra visita con più tempo a disposione.

24 pensieri riguardo “Isola di Hawaii: cosa vedere in tre giorni

  1. Sono tre anni che rimandiamo questo viaggio a causa della pandemia e ora che hanno riaperto tutto siamo limitati dalla non vaccinazione. Trovo assurdo questo sistema di tutela di una nazione. Ormai Si è capito che il vaccino serve a ben poco, perchè quindi privare un viaggiatore di un’esperienza simile di viaggio?

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  2. Peccato per il tempo sicuramente un pò vi ha limitati ma avete comunque visto tanto, io non ero stata a Big Island per cui ho seguito con interesse il post e il vostro viaggio, bellissime comunque le Hawaii con qualsiasi tempo

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