I calanchi di Montemaggiore

Avete presente il piccolo borgo di Oliveto in Valsamoggia, ve ne avevamo parlato in un post qualche tempo fa, proprio da qui parte la nostra passeggiata verso i calanchi di Montemaggiore

Una precisazione è d’obbligo, Montemaggiore non si trova nel Comune di Valsamoggia ma nel Comune di Monte San Pietro. Questo luogo si trova proprio al confine dei due Comuni, noi saimo partiti dal borgo di Oliveto, perciò in Valsamoggia e per questo motivo lo abbiamo incluso tra i luoghi che andremo a scoprire nel nostro Comune.

Ma cosa sono i calanchi?

I calanchi sono un  fenomeno  di erosione del terreno che deriva dal dilavamento delle acque su rocce argillose, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento: si tratta di profondi solchi nel terreno lungo il fianco di un monte o di una collina. I solchi che si formano tendono ad allungarsi, moltiplicandosi e ramificandosi.

I calanchi di Montemaggiore

Sentiero 2 – La via del Vino

Partendo dal borgo di Oliveto percorrendo la strada verso il cimitero si prosegue sullo sterrato fino all’intersezione con Via Fenara. Il percorso è in quota, anche se bassa, perciò da quassù si possono ammirare panorami spettacolari;  verso nord si vede la pianura padana e nelle giornate con il cielo terso si riescono a vedere anche le Prealpi

Un primo assaggio dei calanchi è visibile sulla sinistra del percorso dove si possono vedere i calanchi ad anfiteatro di Pradalbino.

I calanchi di Pradalbino

Da Via Fenara si mantiene la destra e si imbocca un percorso in discesa molto disconnesso che porta ai calanchi.

Sentiero CAI n. 2

Man mano che ci si avvicina lo spettacolo lascia sempre più senza parole, fino a quando ci si immette su una cresta di crinale con i calanchi sui due lati e un panorama a 360°.
Si, si,  avete capito bene, il sentiero passa sopra al crinale dei calanchi potendo ammirare il paesaggio dall’alto, un panoramo che varia tra natura e campi coltivati, ma soprattutto si possono ammirare i vigneti, non dimenticate che qui siamo nella terra del vino.

I calanchi di Montemaggiore

Proseguendo il sentiero si arriva nel piazzale della chiesa di Montemaggiore (il sentiero parte ufficialmente da qui). Il sentiero prosegue in leggera discesa attraverso i vigneti fino a raggiungere la strada asfaltata di fondovalle che si percorre per circa 1 km e mezzo fino all’abitato di Stiore. All’incrocio di Via Stiore con Via Sant’Egidio si svolta a destra per ritornare al borgo di Oliveto o percorrendo la strada asfaltata o attraverso il sentiero in mezzo al bosco (più corto ma più ripido).

i Calanchi di Montemaggiore e i vigneti

Chiesa di San Cristoforo di Montemaggiore

La chiesa è in stile neo-romanico: la facciata è molto particolare in mattoni rossi con cornici decorative orizzontali. La chiesa preesistente venne distrutta da una forte scossa di terremoto il 29 maggio 1929 e l’anno seguente venne costruita la nuova chiesa su disegno di Ugo Ughi, utilizzando in parte il materiale di recupero dell’edificio precedente.

Accanto alla chiesa sorge una bella torre campanaria.

Chiesa di San Cristoforo di Montemaggiore

Curiosità

La strada che dall’abitato di Stiore raggiunge Oliveto e Montemaggiore è un tratto dell’antica Via dei Brentatori, una “strada del vino” che dal XIII era utilizzata per  trasportare vino e mosto dai terreni del contado alla città di Bologna. All’epoca si utilizzavano le strade collinari per evitare le truppe modenesi che, con le loro scorrerie lungo il confine del contado bolognese, rendevano poco sicure le strade della pianura.

Chi erano i Brentatori? Erano una Compagnia delle Arti ma soprattutto erano profondi conoscitori ed estimatori del vino. Il loro nome deriva dal contenitore con cui veniva trasportato il vino e il monto la “brenta”, recipienti che venivato portati sulle spalle.

Oggi è possibile percorrere un itinerario sulle stesse colline attraversate dai brentatori; una serie di sentieri permettono di  scoprire alcune cantine vinicole del territorio.

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