Il borgo di Fiumalbo

By Cristina

Durante il nostro viaggio alla scoperta dell’Appennino tosco-emiliano abbiamo avuto l’occasione di visitare Fiumalbo, un borgo immerso nel verde dove il tempo sembra essersi fermato; è talmente bello che è stato inserito tra i Borghi più belli d’Italia e gli è stata attribuita la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano nel 2001.

Il nome Fiumalbo deriva da Flumen album (“fiume bianco”) o, meno probabilmente, da Flumen in alpe (“fiume di montagna”). Infatti il centro storico è situato tra due torrenti, il Rio Le Motte (Rio San Francesco) e il Rio dell’Acquicciola che alla loro confluenza danno origine allo Scoltenna.

Percorrendo il corso d’acqua è possibile ammirare le antiche mura di cinta del paese e alcuni accessi portano nel centro del paese. Passeggiando in questi piccoli vicoli si giunge al Pastificio di Armando Amidei (attivo dal 1926 al 1946) dove si può vedere “El Rondon” la ruota idraulica in legno che produceva l’energia meccanica necessaria al funzionamento delle impastatrici. Lungo il canale di raccolte delle acque è collocato anche un antico lavatoio del 1895.

Il centro storico è caratterizzato case in sasso e ogni tanto si incontrano le “Voltine”, passaggi aperti sotto le case e coperti con volte a botte mediante pietre.

All’ingresso del borgo sorge il piccolo Oratorio di San Rocco (1418) in stile rinascimentale costruito con blocchi di arenaria. il suo interno è composto da volte a crociera e dal pavimento in coccio; le pareti e il soffitto sono ricoperti da affreschi datati 1535 dipinti dal Saccaccino Saccaccini.

Giungendo nella piazza centrale, spicca la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo costruita nel 1220 e ristrutturata con l’assetto attuale nel 1592. L’interno è a tre navate, con colonne di arenaria e le arcate più antiche sono scolpite su capitelli toscani. Al suo interno sono conservate antiche memorie architettoniche della scuola di Wiligelmo (XI-XII sec) ma anche dipinti tra cui la Madonna e Santi attribuita al Saccaccino Saccaccini da Carpi della prima metà del ‘500.

Sempre in piazza, si trovano altre due chiese, sedi delle rispettive confraternite; la chiesa dell’Immacolata Concezione, o “dei Bianchi”, e a fianco della cattedrale sorge la chiesa di Santa Caterina, consacrata nel 1601, è detta “dei Rossi” al cui interno ospita il museo di arte sacra.

Sulla tavola

Oltre ai prodotti tipici delle zone di montagna, come funghi e frutti di bosco, Fiumalbo vanta un dolce tipico il croccante. Il dolce, inventato da un abitante del borgo, la cui la ricetta è conosciuta da poche persone, sembra che che sia realizzato amalgamando miele di castagno, mandorle bianche, zucchero, caramello e un po’ di essenze naturali. Buonissimo!

Noi abbiamo visitato Fiumalbo in occasione della Festa di San Bartolomeo il 23 agosto. Per tale circostanza il borgo s’illumina con torce, fiaccole, candele, e persino il torrente viene riempito di luci ardenti.

Normalmente il santo viene accompagnato in processione dalle confraternite dei Bianchi e dei Rossi, che indossano i tradizionali costumi e portano antichi stendardi, quest’anno causa Covid questo non è avvenuto, però è stato comunque suggestivo passeggiare tra le vie del borgo illuminata solo dalla luce delle candele. La festa si è conclusa con i fuochi d’artificio. Il giorno seguente si svolge la fiera, con l’allestimento delle bancarelle per le strade del paese.

Nei dintorni

Fiumalbo si trova nelle vicinanze del Parco del Frignano ed è possibile effettuare escursioni su sentieri ben segnalati e si possono raggiungere a piedi o in mountain bike laghi e cime di monti.

A qualche chilometro di distanza dal borgo si può trascorrere una giornata a Lago Santo, il più grande lago naturale dell’Appennino modenese.

Questo bacino di origine glaciale si trova a 1501 mt d’altezza e nelle sue acque verdi si specchia il monte Giovo (1.991 m. s.l.m). Da qui partono escursioni e passeggiate e si trovano alcuni rifugi dove sostare e ristorarsi.

Lungo il lago tra i boschi si incontra la piccola Chiesa Madonna del Lago, ristrutturata dal gruppo degli Alpini.

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