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Camera Iperbarica, una terapia poco conosciuta

by Cristina

No, non avete letto male, ho deciso di raccontare una esperienza che apparentemente non ha nulla a che fare con i viaggi, ma che per me invece merita molta attenzione.

Andiamo per ordine; durante un viaggio in aereo, in fase di atterraggio, ho accusato un forte dolore ad un orecchio e al rientro in Italia ho iniziato a fare alcuni accertamenti. L’esito è stato scioccante: ipoacusia improvvisa all’orecchio destro.

Cosa significa? a causa di un evento barotraumatico ho perso quasi del tutto l’udito in un solo orecchio.

Al termine degli accertamenti mi è stata prescritta una terapia per cercare di recuperare almeno in parte, l’udito; questo percorso era composto da cure farmacologiche in associazione a ossigenoterapia iperbarica.

Per procedere a quest’ultime cure sono stata inviata al Centro Iperbarico di Bologna, dove ho effettuato una visita specialistica prima di essere ammessa al trattamento.

E’ inutile negare che prima del colloquio con  il medico del Centro la mia agitazione era alle stelle.

Il primo sentimento che ho provato? Sicuramente paura. Ciò che non si conosce spaventa, ed io ero veramente spaventata. Lo sono diventata ancora di più quando mi hanno detto che sarei dovuta accedere al “sottomarino”, io? MA soffro di claustrofobia?

Devo ammettere che la gentilezza del medico che mi ha accolto e le esaurienti spiegazioni che mi ha fornito, sia sulle possibili cause che hanno comportato la mia attuale sordità che sul funzionamento e sui benefici dell’ ossigenoterapia iperbarica, mi hanno incoraggiato a proseguire la terapia e alla fine sono entrata nella “camera iperbarica” detta appunto amichevolmente il “sottomarino”.

Che cos’è l’Ossigenoterapia iperbarica

L’Ossigenoterapia iperbarica (OTI) è una terapia riconosciuta dalla medicina convenzionale, basata sulla respirazione di ossigeno puro al 100% o miscele gassose iperossigenate all’interno di una Camera Iperbarica.

La camera iperbarica è un locale nel quale la  pressione viene portata a valori più alti di quelli atmosferici con l’immissione di aria opportunamente filtrata dall’esterno. Dentro la camera si respira ossigeno puro attraverso una mascherina appoggiata sul naso e sulla bocca.

Respirare ossigeno puro o con la miscela prescritta dal medico iperbarico, stimola la iperossigenazione del sangue e delle cellule; ciò permette al nostro corpo di guarire più velocemente dai traumi e da alcuni tipi di malattie.

La terapia iperbarica è sicura e indolore, l’unica complicazione può derivare dalla difficoltà a compensare l’orecchio.

Per questo motivo la prima raccomandazione è stata quella di imparare ad “ascoltare le orecchie”  e compensare ogni volta che sopraggiunge la sensazione di “orecchio tappato”.

Come fare a compensare? Io ho utilizzato queste due tecniche:

  • deglutendo, sorseggiando acqua;
  • la  manovra di Valsalva che si attua soffiando aria nel naso tenendo le narici chiuse con le dita. 

Ma cosa succede quando si entra nella camera iperbarica?

L’interno della camera iperbarica assomiglia ad un tunnel. Al suo interno sono presenti 12 posti a sedere (undici riservati ai pazienti e uno riservato all’operatore sempre presente durante le sedute).

Centro Iperbarico di Bologna – la camera iperbarica

Nelle pareti della camera sono presenti anche degli oblò dai quali si vede l’esterno; durante tutto il trattamento sembra realmente di immergersi nella profondità degli abissi, manca  solo di vedere i pesciolini!

Per tutta la durata della seduta (solitamente di 90 minuti) l’interno della camera è continuamente monitorato dai tecnici posizionati davanti alle consolle di comando posti all’esterno della camera stessa; attraverso telecamere riescono a vedere ciò che succede all’interno e un microfono permette di comunicare qualsiasi situazione.

Una volta effettuati tutti i controlli, vengono distribuiti cuscini per la schiena, sgabellini per le gambe e bicchieri di acqua, infine la porta viene chiusa ermeticamente. Da questo momento l’operatore esterno scandisce il tempo, e ci da alcune indicazioni, la prima, dopo aver ricevuto l’ok dall’operatore, è:
“ inizio compressione “
Si inizia a “scendere” per i primi 6 metri. Questo è il momento importante di ascolto delle orecchie e tutte le volte che si chiudono occorre compensare.

Per questo inizio a contare; 1,2,3,4,5,6,7 e 8 poi bevo un sorso di acqua e decomprimo.

Se le orecchie non si aprono occorre avvisare l’operatore che fa fermare la macchina e dopo tutti gli opportuni accertamenti fa uscire il paziente per evitare problemi di infiammazione alle orecchie.

L’atmosfera all’interno della camera è tranquilla, il caldo aumenta tantissimo, c’è chi parla, chi legge, chi come me si concentra al massimo per cercare di sconfiggere quel senso di oppressione che questo luogo chiuso mi scatena.
Raggiunti i 6 metri, viene impartito un altro comando,
“0 6”
Si scende ancora ma da questo momento si avvicina la maschera dell’ossigeno al volto, anche se non viene ancora fissata in quanto occorre stare attenti alla compensazione delle orecchie.
Raggiunti i 12 metri di “profondità” l’operatore comunica
“siamo in quota“
Da questo momento la maschera viene fissata con un laccio e si respira l’ossigeno.

All’interno della camera ora si sentono solo i respiri delle persone.

“Pausa” è il primo comando che avvisa che sono trascorsi i primi 10 minuti, ci si toglie la maschera e volendo si può bere. Dopo qualche minuto la voce comunica:
“ossigeno” e si indossa nuovamente la maschera per ulteriori 25 minuti, al termine dei quali si fa l’ultima pausa di qualche minuto per iniziare nuovamente con la respirazione dell’ossigeno per gli ultimi 25 minuti.

Trascorsi 15  minuti circa l’operatore comunica:
“decompressione”
e indossando sempre la maschera si inizia la salita, la sensazione è proprio quella di salire verso l’alto; l’aria all’interno si raffredda tantissimo, le orecchie iniziano ad emettere suoni stranissimi, alcuni con toni bassi altri alti, sono quasi affascinata e stupefatta da quanti rumori possono sentire le nostre orecchie;  è un “concerto di rumori”. Poi la voce avvisa
“0 3”
la seduta è finita; ci si toglie la maschera e si attende che la porta venga aperta.

Quando esco il sollievo che provo è immenso.

Centro Iperbarico di Bologna – la camera iperbarica

Per entrare in Camera iperbarica è necessario rispettare alcune regole molto semplici.

Prima di tutto, occorre avere lo stomaco pieno, il consumo di calorie durante la terapia è molto elevato!

Abbigliamento consigliato
Ci si può vestire come si preferisce ma esternamente occorre avere indumenti in cotone per questo motivo ai pazienti viene fornito un camice in puro cotone. Prima di entrare in camera vengono forniti anche dei calzari per le scarpe.

Centro Iperbarico di Bologna – attrezzatura fornita per la terapia

Cosa non si può portare
• antifurti elettronici
• telecomandi
• telefoni cellulari
• torce elettriche e altri oggetti funzionanti a pile
• accendini
• liquidi infiammabili.

Per tutte le informazioni tecniche ho consultato il sito del Centro Iperbarico di Bologna, vi lascio il link , al suo interno troverete tante altre informazioni molto interessanti.

Perché ho voluto raccontate questa esperienza?  perché sono convinta, ora più che mai, che occorre ascoltare i segnali del proprio corpo e di non prendere alla leggera qualsiasi problematica, soprattutto come nel mio caso, il dolore all’orecchio. Se l’ipoacusia è curata per tempo i risultati possono essere notevoli.

Vi garantisco che per me tutto il percorso di cura è stato molto impegnativo, il primo giorno di terapia pensavo di lasciarci le penne, poi il supporto del personale presente all’interno della Camera e un grandissimo lavoro personale di rilassamento e  di respirazione, mi hanno permesso comunque di portare a termine tutta la terapia.

Termino con un “grazie” immenso a tutto il personale del Centro Iperbarico di Bologna, soprattutto per i loro sorrisi e la loro gentilezza, per me sono stati di grande supporto.

So che ho trattato un argomento importante, la prevenzione è alla base della nostra salute, e si sta bene si viaggia ancora meglio.

Per qualsiasi informazione potete scrivermi, vi risponderò molto volentieri.

13 pensieri riguardo “Camera Iperbarica, una terapia poco conosciuta

  1. Mamma mia, io non riesco a fare una R.M., anche se aperta, fuguriamoci se riesco ad entrare in una camera iperbarica. Mi spiace davvero per il tuo inconveniente, e spero che tu riesca a rimetterti al 100%. Per fortuna ormai c’è una cura per ogni disturbo o patologia.

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    1. Anch’io ho problemi a accedere in luoghi chiusi e piccoli, ma pur di trovare una soluzione al problema insorto, ho provato e con tanto lavoro di respirazione e di concentrazione riesco a rimanere in camera. Ammetto che ogni giorno faccio tanta fatica ma penso ai risultato che potrò ottenere e vado avanti. Grazie mille per le tue parole!

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  2. Sono rimasta veramente senza parole perchè non avevo mai sentito parlare di questo trattamento prima d’ora. A me è capitato “soltanto”di dover fare una radiografia alle ginocchia e dover stare ferma con le gambe infilate dentro lo strumento per fare i raggi per una mezz’oretta e già solo così mi sentivo male, immaginati dover proprio entrare dentro una camera iperbarica!Trovo che tu sia stata molto coraggiosa ad affrontare le tue paure per poter sconfiggere l’ipoacusia e ti auguro il meglio per il tuo percorso di guarigione!

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