Un tour serale nella Torino Magica

Misteri, magia bianca e magia nera, tradizioni esoteriche, oggi vi portiamo alla scoperta di una Torino insolita.

Durante la nostra ultima visita a Torino, grazie al consiglio di Paola di Pasta Pizza Scones, abbiamo avuto il piacere di partecipare al tour serale organizzato da Somewhere Tour & Events, dal nome “Torino Magica”.

Abbiamo effettuato questo tour il giorno del nostro arrivo nella città piemontese ed è stato un modo alternativo di approcciarsi alla città, intrigante e piacevole al tempo stesso. Le guide (noi ne avevamo due in quanto il gruppo era molto numeroso) sono molto preparate e desiderose di coinvolgere il gruppo nella scoperta dei luoghi nascosti di Torino, narrando leggende e curiosità sempre sostenute da spiegazioni storiche.

Quali sono gli elementi che fanno pensare che Torino sia una città magica?

Prima di tutto per la sua dislocazione.
Torino ha una pianta romana, con le quattro porte d’accesso della città sui quattro punti cardinali, mentre la via principale segue la linea ascendente del sole. La tradizione esoterica vuole Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Inoltre, Torino è costruita sul 45° parallelo, come ricordato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in Piazza Statuto, e sorge anche alla confluenza di due fiumi, il Po e la Dora; questi due corsi d’acqua formano un anello di acque attorno alla città. Il fiume Po rappresenta il Sole e quindi la parte maschile mentre la Dora è la Luna, quella femminile.

L’interesse verso questa città, per quanto riguardava l’alchimia e l’arte divinatoria, è stato sempre molto alto infatti nei secoli la città fu meta di grandi alchimisti come per esempio, Nostradamus.

L’itinerario

Il viaggio nei misteri magici di Torino parte da Piazza Statuto, ma perché proprio da questa piazza? Perché questa zona rappresenta il “cuore nero” e di conseguenza la “zona negativa”della città. Fondamentalmente per due motivi: perché questa piazza si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene e il Male; e perché qui, vi era la necropoli e la “vallis occisorum”, da cui prende il nome l’attuale quartiere Valdocco, luogo di uccisione e di sepoltura. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono all’incrocio tra corso Regina Margherita e Via Cigna.

Una curiosità: dall’aiuola centrale di piazza Statuto si accede alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città e leggenda vuole che, proprio lì si trovi la cosiddetta “Porta dell’Inferno”.

In questa piazza si trova la fontana dedicata alle Vittime del Traforo del Frejus. Questa struttura per i suoi numerosi riferimenti alla massoneria, viene considerata uno dei punti più negativi della città.  Il monumento terminato nel 1879 rappresenta una piramide costituita da grandi pietre che provengono dal Traforo del Frejus con in cima un Genio Alato che fino alla sua ristrutturazione del 2013 portava sul capo una stella a 5 punte (riferimento massonico). Sui vari massi della fontana si trovano alcune statue di Titani abbattuti dal Genio Alato. Diverse sono le interpretazioni del significato di questo monumento; visto il nome dato alla fontana, si potrebbe pensare che questo sia un memoriale dedicato a coloro che morirono durante i lavori, infatti le statue raffiguranti i Titani potrebbero rappresentare la sofferenza degli uomini che lavorarono alla costruzione del traforo. Un’altra visione del luogo, quella più oscura ed esoterica, considera la statua posta in cima alla fontana come Lucifero che, con la sua mano protesa, sembra voler fermare o minacciare i corpi morenti  sottostanti.

Da piazza Statuto saliamo sul bus privato e partiamo alla scoperta di Torino magica.
Passiamo davanti al “Rondò della Forca”, il luogo dove fino al 1853 venivano effettuate le esecuzioni a morte. Oggi, all’angolo con Corso Regina Margherita, nel luogo in cui una volta c’era il patibolo, è possibile osservare una statua dedicata a San Giuseppe Cafasso, il sacerdote che sosteneva spiritualmente i carcerati e i condannati a morte.

Poco distante da qui in via Bonelli 2, si trova anche la casa dell’ultimo boia della città, Piero Pantoni.

Vi sveliamo una curiosità sul boia e la storia della nascita del pan carré.

Il boia, come si può immaginare, non era una figura particolarmente amata a Torino, tanto che i commercianti si rifiutavano di vendergli il cibo. A seguito di lamentele fu emanata una ordinanza che obbligò i venditori  a servire il boia; per ripicca i fornai iniziarono a servire il pane al contrario in segno di disprezzo e a seguito di ulteriori lamentale una regia ordinanza  obbligò i panettieri a mantenere un comportamento più adeguato e fu a quel punto che si inventarono il pan carré, un pane dalla forma di cubo, che poteva essere messo al contrario senza farlo notare al boia.

Il tour prosegue passando da Porta Palazzo, il mercato all’aperto più grande d’Europa, da Piazza Palazzo di Città, un tempo conosciuta come Piazzetta Delle Erbe; fino al 1710 era adibito a luogo di  esecuzioni di streghe ed eretici, oggi è il luogo che ospita il Palazzo Civico di Torino. Durante la nostra visita la piazza era illuminata dall’opera chiamata “Tappeto Volante” che rientra nel progetto “Luci d’artista” le luminarie che fanno brillare il centro storico della città da ottobre a febbraio.

Raggiungiamo Piazza Solferino e lasciamo il bus per ammirare la Fontana delle Quattro Stagioni

Questo monumento è formato da quattro  statue in bronzo che rappresentano le quattro stagioni. Anche questa fontana racchiude un significato magico, infatti si dice che le due statue maschili possano raffigurare i due sostenitori delle colonne d’Ercole, cioe i guardiani della Soglia che porta alla conoscienza. Boaz, rappresenta le tenebra e l’ignoranza, e Joaquim rappresenta la perfezione, la luce, la conoscenza. La Primavera e l’Estate sono rappresentate da due statue femminili; la Primavera rappresenta la virtù, la conoscenza del sacro riservata a pochi, mentre l’Estate rappresenta il vizio, la conoscenza profana, che può essere rivelata a tutti ma è visibile solo attraverso i simboli.

Da qui il tour continua a piedi, si va alla ricerca di tutti i simboli sparsi nel centro della città. Giungiamo in Via Alfieri 19 e la guida ci fa notare il suo portone, pieno di incisioni con simbologie tipiche della massoneria, come il compasso, una squadra, un astrolabio e il profilo dell’albero di acacia. E’ una coincidenza? Sicuramente tutto questo fa pensare che questo palazzo  ospitasse una loggia massonica.

Incisioni del palazzo in Via Alfieri 19 – Torino

Proseguiamo per Via Lascaris e qui veniamo invitati ad osservare delle strane aperture sul pavimento. Assomigliano tanto a degli occhi dalla forma stretta ed allungata, questi sono detti gli “Occhi del diavolo”. Una delle ipotesi sul perché sono state costruite queste aperture sul pavimento potrebbe risalire al fatto che nei sotterranei di questo palazzo si svolgessero delle riunioni segrete della loggia massonica e tali fessure erano state progettate per consentire il ricircolo dell’aria e per l’ingresso della luce nei locali sottostanti.

L’itinerario prosegue e veniamo inviati dalla guida a guardare le raffigurazioni poste sui palazzi raffiguranti maschere, draghi e serpenti. Il primo palazzo che incontriamo il Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, la cui facciata è decorata con oltre 200 maschere grottesche. Il fatto che siano posizionate nella parte bassa dell’edificio può fare pensare che siano state posizionate a protezione dei malviventi oppure a protezione degli spiriti maligni.

In Via Alfieri 6 entriamo all’interno del cortile di Palazzo Valperga Galleani dove si trova il Il Giardino Barocco Verticale. Questa opera è stata ideata da  Richi Ferrero e anch’essa fa parte delle Luci d’Artista dal 2015;  ricrea un classico modello di giardino barocco. E’ realizzato con 748 barre in resina di sassi luminosi e 300 metri di nastro illuminato. L’albero è alto 6 metri ed è ricostruito in acciaio e sospeso nell’aria, tra il primo e il terzo piano.

Dopo qualche passo si raggiunge l’imponente e suggestivo Portone del diavolo di Palazzo Trucchi di Levaldigi in via XX Settembre, una costruzione che oggi ospita la BNL ma che in passato fu sede della Reale Fabbrica dei Tarocchi. Il portone fu costruito nel 1675 ed è ricco di motivi decorativi floreali al cui centro però appare un inquietante volto di diavolo con due serpenti incrociati. Anche in questo caso le leggende che lo riguardano sono tante; una narra che il portone comparve una notte dal nulla ed è per questo motivo che si pensa fosse opera del diavolo.


Finalmente raggiungiamo il “cuore bianco” della città, Piazza San Carlo sopranominata il “salotto di Torino”, per noi una delle più belle piazze della città. Ammiriamo la grandezza della piazza che ospita la statua di Emanuele Filiberto di Savoia, e la bellezza dei suoi palazzi e proprio tra i fregi di quest’ultimi si trovano due piccoli affreschi raffiguranti la Sacra Sindone, simbolo della delle cristianità e posto a protezione della città di Torino e dei suoi cittadini.

Laciamo questa bellissima piazza e raggiungiamo Piazza Castello, luogo in cui si dice, convergano tutte le forze positive della città ed epicentro della magia bianca.

Il motivo? Si pensa che la presenza di due luoghi rendano questo luogo così speciale; il Museo Egizio e le Grotte Alchemiche costruite sotto Palazzo Madama. Inoltre, ricordiamo che dietro al Palazzo Reale, nel Duomo, è custodita la Sacra Sindone. Quando si giunge all’ingresso di Palazzo Reale, oltrepassate le statue dei Dioscuri, Castore e Polluce nel cosiddetto  “varco magico” incontriamo il fantasma di Madama Reale, Cristina Maria di Borbone, che ci racconta alcuni misteri torinesi (lo spettacolo teatrale è organizzato dalla Somewhere tour e events).

Ormai il tour volge al termine, riprendiamo l’autobus e raggiungiamo piazza Vittorio Veneto e attraversato il fiume Po, giriamo intorno alla Chiesa della Gran Madre di Dio. Davanti a questo  luogo di culto che assomiglia molto al Pantheon di Roma, spiccano due statue che sembrano essere poste a protezione dell’edificio: la statua della Fede che rappresenta una donna che regge nella mano destra un libro aperto e nella mano sinistra  un calice elevato verso l’alto, con lo sguardo puntato nella direzione del luogo dove sarebbe sepolto il Santo Graal (luogo impossibile da individuare in quanto la statua è stata scolpita senza pupille).  Sull’altro lato è posizionata la statua della Religione e raffigura una donna che regge una croce latina ai piedi della quale sono stati posizionati una tiara papale rovesciata a simboleggiare la fine del potere della Chiesa.


Informazioni Pratiche

Il percorso “Torino Magica” è organizzato da Somewhere tour  e events.

Quando si svolge: Giovedì e Sabato – ore 18.00 o ore 21.00

Durata: 2h 30m visita effettuata in parte a piedi e in parte con bus privato

Tariffa: 28 € a persona (dati aggiornati a marzo 2022)

Puoi prenotare il tour direttamente online, ecco il link .

E’ un tour che consigliamo in quanto le guide sono molto esperte e appassionate della materia, ma soprattutto, dopo aver effettuato questa visita, si guarda la città con occhi diversi. Noi nei giorni successivi, notavamo tutte le facce che incontravamo cercando di collocarle nella categoria “magia bianca o magia nera”, “bene o  male”?.

Questo è anche uno dei motivi per cui consigliamo di effettuare questa visita appena si arriva in città, dopo la vivrete sicuramente in maniera diversa.

16 pensieri riguardo “Un tour serale nella Torino Magica

  1. Un altro punto di vista strepitoso sulla splendida città sabauda! Ho avuto modo di visitarla più volte, ma ancora non ho fatto questo tour, che dà modo di “entrare ” nel cosiddetto “lato segreto”, di questa città! Mi appunto tutto e grazie per le tue dritte!

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  2. questo è un tour che vorrei proprio fare. Sono stata a Torino svariate volte, ma sempre da “turista casuale”.
    Mi piacerebbe scoprire questo lato esoterico della città, ascoltando queste storie, scoprendo i miti e le legende raccontati dai locali.
    Esperienza davvero unica!

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  3. Avevo già sentito parlare di questo tour su “Torino magica”, ma non avevo mai approfondito la cosa. Leggendo il tuo articolo ho scoperto molto e sono convinta che debba essere una gran bella esperienza. Lo aggiungo alla lista delle cose da fare!

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  4. Ho sentito parlare di questi tour notturni per la Torino esoterica … Allora un po’ mi inquieta ti dico la verità 😂 però mi piace visitare le città da un altro punto di vista. Tra l’altro conosco poco questa città, quindi questo tour sarebbe una bella occasione per approfondire!

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