Cosa hanno in comune un teatro e lo studio dell’anatomia?
Per rispondere a questa domanda vi portiamo all’interno di uno dei luoghi per noi, più belli ed emblematici di Bologna, il Palazzo dell’Archiginnasio, al cui interno si trovano, oltre alla Biblioteca comunale e la sala dello Stabat Mater, un luogo unico nel suo genere, il Teatro Anatomico.
Storia e caratteristiche
La storia del palazzo dell’Archiginnasio iniziò nel 1562, quando la città era sotto il dominio pontificio. Questo edificio fu costruito con l’intento di aumentare il prestigio dell’università di Bologna; al suo interno ospitava diverse scuole, tra cui quella di medicina, ed è questo il motivo per cui all’interno di questo palazzo si trova una sala dedicata all’anatomia.

La prima sala anatomica fu costruita nel 1595, ma con il passare degli anni sorse la necessità di costruire un ambiente più ampio perciò iniziò la costruzione della nuova aula, che è fu chiamata “Teatro” per la caratteristica forma ad anfiteatro, con i banchi disposti a gradinata per permettere a tutti gli studenti una visione ottimale delle dissezioni.
Questa sala fu progettata dall’architetto ed intagliatore bolognese Antonio de’ Paolucci detto il Levanti, e fu realizzata tra il 1638 e il 1649, seguendo l’uso dell’epoca di ricoprire in legno d’abete gli spazi destinati a scopi scientifici.

Appena si entra nella sala al c entrosi nota il tavolo in marmo bianco; è qui che avvenivano le dissezioni. Mentre il professore leggeva, l’incisore dissezionava il cadavere per mostrarlo agli studenti con le dovute spiegazioni e per la successiva discussione.
Se alzate gli occhi noterete la cattedra dove stava il professore mentre leggeva libri di anatomia agli studenti. La cattedra è attorniata da un baldacchino sostenuto da statue dette “Spellati”, opera di Ercole Lelli, ceroplasta, anatomista e scultore bolognese. Queste due statue servivano a visualizzare il corpo umano anche in mancanza di un cadavere vero e proprio.

Sopra al baldacchino è posta una figura femminile seduta, che rappresenta l’allegoria dell’Anatomia; al suo fianco si trova un putto che le porge un dono; se guardate bene vi accorgerete che non si tratta di un fiore, ma di un femore.

Le pareti del teatro sono decorate con due ordini di statue raffiguranti nella parte bassa, dodici celebri medici (Ippocrate, Galeno, Fabrizio Bartoletti, Girolamo Sbaraglia, Marcello Malpighi, Carlo Fracassati, Mondino de’ Liuzzi, Bartolomeo da Varignana, Pietro d’Argelata, Costanzo Varolio, Giulio Cesare Aranzio, Gaspare Tagliacozzi) mentre nella parte alta, venti dei più famosi anatomisti dello Studio bolognese.
Guardate bene, secondo voi, cosa regge la statua di Gaspare Tagliacozzi?

Tagliacozzi scrisse un testo nella seconda metà del 500 sulla rinoplastica, perciò ciò che regge è un naso.
Il soffitto è realizzato a cassettoni, costruito nel 1645 da Antonio Levanti ed è decorato con figure simboliche rappresentanti quattordici costellazioni. Al centro si trova la statua di Apollo, dio greco della medicina, che con un braccio proteso, doveva reggere probabilmente, una lampada pendente, oggi però scomparsa.

La scelta del tema astrologico risale alla tradizione di consultare gli astri prima di operare o di somministrare farmaci, seguendo una concezione della medicina orientale che associava l’astrologia alla scienza medica.
Il teatro anatomico cessò di essere utilizzato quando, nel 1803, l’Università fu trasferita nella sede di Via Zamboni, dove si trova anche la Biblioteca Universitaria di Bologna, ve ne abbiamo parlato in questo articolo.
La sala anatomica ha subito gravissimi danni durante i bombardamento del 29 gennaio 1944; una bomba cadde sull’ala est dell’edificio, distruggendo il teatro anatomico, che fu ricostruito riutilizzando alcune elementi lignei originali recuperati dalle macerie.
Nel 2006 l’Amministrazione Comunale di Bologna ha predisposto un ulteriore intervento di restauro per la salvaguardia delle pareti e del soffitto, esteso a tutte le decorazioni e le statue, minacciate dallo scorrere inesorabile del tempo e dall’inquinamento ambientale.
Come e quando visitare il Teatro Anatomico di Bologna
Il Palazzo dell’Archiginnasio è aperto dalle ore 9 alle 19 dal lunedì al sabato, è chiuso la domenica.
Il Teatro anatomico è visitabile dalle 10 alle 18 con un biglietto di ingresso, che consente l’accesso anche alla Sala dello Stabat Mater, quando non occupata da attività della Biblioteca.
La parte dedicata alla Biblioteca non è accessibile per le visite turistiche.
Il biglietto di ingresso si può acquistare on line oppure sul posto.
La visita può essere effettuata in autonomia, all’ingresso viene fatto scansionare il QR CODE per l’audio guida.
Se si vuole effettuare una visita più dettagliata, si può prenotare una visita guidata, ad orari prestabiliti.
Dove si trova il teatro anatomico di Bologna
Il Teatro Anatomico si trova nel Palazzo dell’Archiginnasio in Piazza Galvani 1, Bologna.
L’ingresso è al primo piano.
Per maggiori informazioni questo è il sito ufficiale https://www.archiginnasio.it/
Il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio è una delle meraviglie più affascinanti di Bologna dove si respira ancora la storia della medicina e della scienza, un luogo unico secondo noi da visitare se vi trovate a Bologna.
E adesso passiamo all’ultima novità in casa Vidoiltiro.
Da qualche mese partecipiamo al progetto VIAGGI.CIBO.EMILIA, una community di blogger nata per promuovere Cultura e Tradizioni dell’Emilia, pubblicando articoli sul nostro blog o post sui social @viaggi.cibo.emilia.
Periodicamente pubblicheremo articoli per Viaggi.Cibo.Emilia con temi ad hoc.
Il primo tema di quest’anno è “luoghi insoliti/curiosi dell’Emilia” e noi abbiamo scelto il Teatro Anatomico di Bologna, una delle meraviglie più affascinanti di Bologna dove si respira ancora la storia della medicina e della scienza, un luogo unico secondo noi da visitare se vi trovate a Bologna.
Se siete curiosi di leggere di un’altro posto curioso in Emilia potete leggere l’articolo pubblicato dalla Kry del blog “Nerd in spalla” sul MUST – Museo di Storiografia Naturalistica di Parma.
