Quando si parla di Sardegna, si pensa subito alle sue magnifiche spiagge e al mare dalle mille sfumature di azzurro. Dovete sapere che anche il suo entroterra ha molto da offrire. Noi abbiamo creato due itinerari che vi permetteranno di approfondire la conoscenza dei siti archeologici, della storia dello sviluppo industriale e turistico della Gallura.
1° itinerario
San Pantaleo – Porto Cervo – Chiesa di Stella Maris – Arzachena – I giganti di Li Lolghi
Partendo da Porto San Paolo in direzione nord, si raggiunge la Costa Smeralda, uno dei luoghi più famosi della Sardegna.
Si tratta di un tratto di costa lunga 55 chilometri, che si estende da Capo Ferro al golfo di Cugnana, caratterizzata dalla presenza di numerose insenature, piccole spiagge, e da numerose isole che formano l’arcipelago di ‘La Maddalena’. Sono presenti anche alcuni grandi paesi, il più famoso è Porto Cervo.
Il benvenuto in Costa Smeralda viene dato dalle due rocce in granito, poste all’inizio e alla fine della strada che da Olbia porta alle località più famose del litorale.

La Costa Smeralda era praticamente disabitata fino alla metà del secolo scorso, quando il principe Karim Aga Khan IV, approdò nella zona di Porto Cervo e se ne innamorò. Nel 1962, il principe insieme a Paolo Riccardi e all’avvocato Andrè Ardoin crearono il Consorzio Costa Smeralda; tutta la zona divenne in breve tempo il luogo preferito di vacanza del jet set internazionale.

San Pantaleo è un magnifico borgo arroccato sul massiccio granitico di Cugnana, nella Gallura Nord-orientale. E’ un luogo che ha conservato la sua autenticità, immerso in un ambiente naturale ancora selvaggio.
Cosa vedere a San Pantaleo
Passeggiando tra le strade del paese si incontrano antichi edifici che ospitano moderne boutique, botteghe artigianali e atelier all’avanguardia.
La piazzetta centrale del borgo è circondata dalle tipiche case galluresi radunate attorno alla chiesetta campestre, tutt’ora cuore del paese.

Il borgo è un vero e proprio ”gioiellino”, con case basse prevalentemente bianche o color pastello i cui muri molto spesso, sono pieni di cactus e coloratissime bouganvilles.

Curiosità: il giovedì tra la piazza centrale e le stradine del paese si tiene il mercato che dicono essere uno dei più belli di tutta la Sardegna, dove è possibile trovare artigianato locale e prodotti tipici sardi.
Porto Cervo è uno dei borghi sardi più famosi e di fama internazionale; il luogo scelto per le vacanze estive da principi e vip.
Cosa vedere a Porto Cervo
Porto Cervo è un rinomato luogo di villeggiatura, il borgo è stato edificato attorno al porto naturale, la cui forma ricorda appunto quella di un cervo.
Il porto vecchio, che risale agli anni Sessanta del XX secolo, è stato affiancato dal nuovo porto turistico e oggi sono uno dei più grandi e attrezzati porti del Mediterraneo con circa 700 posti posti-barca. Camminando sulle banchine e’ facile vedere ormeggiate le grandi imbarcazioni di personaggi famosi.
Il centro di Porto Cervo è costruito su un piano rialzato rispetto al porto. Le splendide ville si arrampicano fin sulle colline circostanti, immerse nella macchia mediterranea. Nella piazzetta delle Chiacchiere fino al Sottopiazza si trovano negozi e boutique delle firme più prestigiose; tutt’attorno si possono trovare ristoranti e alberghi di lusso e i locali più alla moda. Questo è il centro della vita notturna della costa.

Se avete un po’ di tempo vi consigliamo di fare una passeggiata sul lungomare e verso la Promenade du Port dove sono presenti anche interessanti gallerie d’arte.
A Porto Cervo Marina si trova la bellissima Chiesa di Stella Maris, caratterizzata dal susseguirsi di linee morbide. La bellezza di questo edificio consiste nella sua semplicità e nel colore bianco, e’ un vero e proprio gioiello di architettura. Fu progettata nei primi anni ’60 dall’architetto Michele Busiri Vici; le porte bronzee sono opera dello scultore Luciano Minguzzi.

La chiesa è circondata da un porticato realizzato con grossi pilastri in granito e dal piazzale esterno si ha la visuale sul porto turistico di Porto Cervo.
Arzachena si trova in una delle zone archeologiche più ricche di siti antichi del Nord Sardegna, dopo Olbia è il comune più popoloso della Gallura.
Il territorio di Arzachena era abitato sin dai periodi prenuragico e nuragico. In epoca romana, era conosciuta come Turibulum, per via della grande roccia a forma di fungo che sovrasta l’attuale città.

La città moderna fu fondata verso la fine del XVIII secolo per volontà di re Carlo Emanuele III di Sardegna, a partire da una piccola chiesa rurale. Ottenne l’autonomia da Tempio Pausania nel 1922 e conobbe un forte sviluppo, in particolare dopo il boom turistico della Costa Smeralda.
Cosa visitare ad Arzachen
La più antica chiesa di Arzachena è Santa Maria della Neve (Santa Maria Maggiore), situata nel centro storico e risalente al 1716, che ha subito diverse modifiche nel tempo.

La chiesa di Santa Lucia, del XVIII secolo, si trova su un colle che domina la città, La sua pianta a tre navate ha uno sviluppo di tipo basilicale, un tipo di architettura diffusa nelle chiese rurali galluresi. Da alcuni anni i gradini della scalinata della piccola chiesa di Santa Lucia nel centro storico di Arzachena vengono dipinti con soggetti sempre diversi.

Nel centro antico della città si trova il “Monti Incappiddatu”, ossia il Monte col Cappello; è una roccia con una tipica forma a fungo nota fin dal Neolitico. Salendo a piedi fino al fungo si può avere una bella panoramica sulla città.

Tomba di Giganti di Li Lolghi
Proseguendo da Arzachena sulla S.S. 427 per Calangianus, dopo 3 km, imboccata una strada sterrata si giunge in località “Li Muri”, dove in cima ad una collina domina la tomba dei Giganti denominata “Li Lolghi”, uno dei sepolcri collettivi di epoca nuragica più imponenti e meglio conservati in Sardegna. E’ una costruzione nuragica databile attorno al 1800 a.C. e in ottimo stato di conservazione. La struttura è costituita da un’esedra con una stele centrale e da una serie di 14 lastre anch’esse in granito disposte ai lati del grande monolite, con altezza decrescente.

Il sito di Li Lolghi si trova lungo una strada vicinale che si dirama dalla SP115. L’ingresso all’area è a pagamento il casotto della biglietteria si trova ad una trentina di metri prima del sito vero e proprio. Nelle vicinanze è presente un ampio parcheggio. La gestione di tutte le zone archeologiche di Arzachena è affidata alla società Ge.Se.Co. Arzachena Surl; questo link dove trovare tutte le informazioni per l’accesso (orari e costi).
2° itinerario
Chiesa di Santu Bàcchisi – Calangianus – Luras – Aggius – Tempio Pausania – Olivastri Millenari di Luras

L’itinerario che vi proponiamo parte da Porto San Paolo in direzione Tempio Pausania. Raggiunta Olbia, abbiamo imboccato la Strada Statale 127 facendo alcune soste in luoghi poco turistici e ancora autentici, alcuni immersi nella bellissima natura, fatta soprattutto di alberi da sughero e olivi, circondati da splendide montagne, una su tutte il monte Limbara.
Stando attenti alle indicazioni poste ai lati della SS 127, potreste notare cartelli di colore marrone che indicano la presenza di nuraghe. Noi ci siamo fermati al Nuraghe Lu Naracu. Dalla strada statale si svolta a sinistra e percorrendo un po’ di strada sterrata si raggiunge il sito. Purtroppo non è ben tenuto, l’area intorno avrebbe bisogno di manutenzione. Per noi è stata comunque una sosta interessante e la consigliamo per un primo approccio con queste strutture tipiche sarde. L’accesso è libero, ricordate che si è all’interno di una proprietà privata, siate rispettosi di ciò che vi circonda.

Cosa sono i nuraghe
I nuraghi sono costruzioni megalitiche a forma di torre, tipiche della Sardegna, risalenti all’età del Bronzo, tra il XVIII e il IX secolo a.C.. Sono formati da grandi blocchi di pietra sovrapposti senza l’uso di malta, spesso a base circolare o troncoconica.
Il termine “nuraghe” deriva dalla parola sarda “nurra”, che significa cumulo di pietre o cavità.

Riprendendo la SS 127 abbiamo fatto una sosta alla Chiesa di Santu Bàcchisi. Non si trova sulla strada, occorre fare una piccola deviazione. Lasciando la statale e seguendo le indicazioni riportate sui cartelli turistici, dopo qualche chilometro si giunge alla piccola chiesa circondata da una bellissima natura. Intorno non c’è molto da vedere oltre alla chiesa ma vale la pena comunque raggiungere questo luogo pieno di pace (p.s. noi siamo andati di lunedì e abbiamo scoperto che il weekend precedente c’era stata una grande festa).

Proseguendo il nostro viaggio lungo la SS 127 raggiungiamo diversi paesi, in ordine:
Calangianus, un bel paese famoso per la produzione di sughero. Dalla seconda metà dell’ottocento questa cittadina, diventò un centro italiano importante per la produzione e la trasformazione del sughero. Nel territorio sono presenti oltre 40 fabbriche di sughero che producono i due terzi di tutti i tappi di sughero italiano, con anche stabilimenti in Europa e Sudamerica.
In questa zona però non si lavora solo il sughero; qui sono presenti molte cave di granito, che viene esportato in tutto il mondo.
Calangianus si trova a 500 metri d’altitudine, in una conca protetta da rilievi granitici e boscosi del massiccio del Limbara. Il suo centro storico è articolato in strade lastricate di granito con case in pietra disposte attorno alla parrocchiale di Santa Giusta del XIV secolo. Adiacente alla parrocchiale nell’oratorio di Nostra Signora del Rosario è possibile visitare il museo diocesano d’Arte sacra.
Nel nucleo più antico del paese sorge la chiesetta di Sant’Anna, risalente al 1665, sempre in granito, che conserva al suo interno un dipinto dell’800 raffigurante la Santa.

Appena fuori dal centro antico si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli, dietro cui c’èsi trova il convento dei cappuccini, costruito nel 1705; oggi il convento ospita il museo del sughero, al cui interno è presente una interessante esposizione di antichi macchinari e oggetti prodotti con il sughero.

E’ possibile visitare il museo (a pagamento) con una visita guidata molto coinvolgente.


Luras è la patria dei dolmen, ne conserva quattro esemplari integri. Luras, si trova a 500 metri d’altezza su un poggio granitico all’estremità nord-orientale del monte Limbara. Avevamo programmato una sosta in questo paese per visitare il Museo Galluras che mostra gli ambienti delle abitazioni di una volta raccontando tradizioni e lavori svolti fino a pochi anni fa. Purtroppo non siamo riusciti a fermarci per il mal tempo, però è sicuramente una tappa interessante per approfondire ulteriormente la storia di questa zona della Sardegna.
Tomba di Giganti di Pascarédda
Nelle vicinanze di Calangianus, in località Badumela, sorge la tomba dei Giganti di Pascaredda.
Lasciata la macchina nel parcheggio con pochissimi posti, si raggiunge l’ingresso al sito (gratuito) dove sono presenti cartelli esplicativi. Da qui si percorre un sentiero lungo circa 500 metri, immerso nel silenzio e nella pace del bosco di sugherete; dopo aver oltrepassato un ponticello in legno si giunge alla tomba.

La tomba, in buone condizioni di conservazione, risale all’età del Bronzo/medio-Bronzo recente (1700-1400 a.C.) ed è realizzata in stile dolmenico-ortostatico.

La sepoltura conserva in parte il corpo tombale, rettangolare e absidato, costruito con blocchi di granito disposti su filari regolari. Ha una lunghezza di 12 metri ed è coperto sulla sommità da 13 lastroni di granito e lateralmente è protetto da un tumulo di terra e da piccole pietre.
Nella parte anteriore del sepolcro, si apre uno spazio semicircolare, detta “esedra”, delimitata da grandi lastre verticali in granito, nove a sinistra e dieci a destra, con altezza digradante partendo dalla stele centrale.
Tempio Pausania
Tempio Pausania, detta la “città di pietra”, si trova ai piedi del Monte Limbara, circondato da una natura incontaminata. Questa cittadina conserva uno splendido centro storico di impianto medievale con antichi edifici e piazze in granito.
Cosa vedere a Tempio Pausania
Percorrendo Via Roma, una bella strada centrale, il cui lastricato viene tinto di colori vivaci, si giunge alla Cattedrale di San Pietro, che venne consacrata nel 1219. Sulla stessa piazza si affacciano anche l’Oratorio del Rosario, la chiesa di Santa Croce e il teatro del Carmine.


Tempio Pausania era anche la città di Fabrizio De Andrè: a lui è dedicata una piazza omonima, circondata da palazzi settecenteschi e da una installazione con delle vele colorate, voluta dall’architetto Renzo Piano. Lungo alcune vie è possibile notare installazioni che citano alcune canzoni del cantautore.

Aggius
È’ uno dei borghi più interessanti della Gallura. Il centro storico è composto da case in granito; lungo le vie del centro si possono ammirare alcune dipinti, opere di street art e fotografie; tutte le opere fanno parte del Museo di arte contemporanea AAAperto.

Inoltre in questo paese è possibile visitare altri due piccoli musei molto interessanti: il Museo Etnografico MEOC, all’interno del quale è possibile andare alla scoperte delle tradizioni della cultura gallurese con testimonianze della vita agro-pastorale e artigianale di un tempo e con una interessante sezione sull’arte della tessitura e il Museo del banditismo con una raccolta di documenti storici e armi sulla storia del fenomeno del banditismo sardo dell’ottocento.

Nei dintorni del paese è possibile visitare alcuni luoghi molto interessanti dal punto di vista naturalistico, come le cime pietrose e seghettate dei Monti di Aggius, che sembrano formare una anfiteatro e la Valle della Luna, un’arida distesa di pietre (i Grandi Sassi) dalle forme particolarissime dove sembra di trovarsi su una superficie lunare.

Olivastri Millenari di Luras / S’Ozastru de Santu Baltolu
Nel cuore della Gallura, sulle rive del Lago Liscia, in località Santu Baltolu – Carana si possono ammirare alcuni olivastri millenari; qui è presente l’esemplare più imponente d’Italia chiamato S’Ozzastru, dichiarato nel 1991 monumento naturale.

L’olivastro è alto 8 metri, la sua circonferenza è di 12 mt e la sua età è stimata tra i 3000 e i 4000 anni, i suoi tronchi contorti e nodosi sembrano opere d’arte naturali, scolpiti dal tempo, dal vento e dalla storia.

L’ingresso al sito è a pagamento e si entra solo durante le visite guidate. La vista del Lago Liscia e dei monti circostanti vale una sosta in questo luogo.

Questi sono i due itinerari che noi abbiamo effettuato, approffittando di giornate nuvolose e ventilate. Per effettuare questi due itinerari è necessario avere una macchina che è possibile anche noleggiare.
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Ti ringrazio perché mi hai fatto fare un tuffo nel passato di circa 15 anni!
Ogni tanto vorrei tornare in quella zona della Sardegna…poi c’è sempre così tanto di nuovo da scoprire…e il tempo corre!
Ma lei è sempre bellissima!
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In effetti è vero, ci sono tanti luoghi da visitare che anche noi difficilmente ritorniamo nello stesso posto. Confermiamo che la Sardegna rimane sempre bellissima!
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La Sardegna, ahimè, è l’unica regione italiana che non abbiamo ancora visitato. Potendo viaggiare da ottobre ad aprile, abbiamo sempre pensato che fosse spoglia e disabitata fuori stagione, per cui non l’abbiamo mai presa in considerazione come meta di viaggio. Chissà che a ottobre non Si trovi ancora qualche albergo aperto, sulla costa!!
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Noi siamo andati l’ultima settimana di settembre e al contrario di quello che pensavamo abbiamo trovato ancora tanti turisti in giro, soprattutto tedeschi e francesi, perciò secondo me, soprattutto nella zona della Gallura, troverai ancora strutture aperte.
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Mi piacerebbe fare un giro da queste parti, perché sono stata solo al sud della Sardegna. I tuoi consigli di visita sono preziosi per chi come me non ama stare tutto il giorno in spiaggia
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Grazie, anche noi non amiamo stare tanto al mare. La Sardegna ha tanto da offrire, il suo entroterra è pieno di luoghi che raccontano la storia di questa isola.
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Non sono mai stata in Sardegna ma so che è un’isola splendida che racchiude meraviglie poco conosciute: questi colori, le architetture semplici, le tradizioni secolari… E poi la sua cucina! Gli itinerari che hai descritto mi sembrano tutti molto validi quindi, per quando mi deciderò finalmente a visitare quest’isola, mi avvarrò dei tuoi consigli!
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Oltre al mare, la Sardegna ha tanto da offrire, dal nord al sud si possono scoprire luoghi interessanti.
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Non sono mai stata in queste zone, mi manca proprio come isola da esplorare. L’idea di girarla con un van seguendo questi itinerari mi sembra fantastica! Che ne pensi anche tu?
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Noi abbiamo fatto diversi viaggi in camper in Sardegna, seguendo altri itinerari e fuori stagione e sono sempre state esperienze fantastiche. L’unico problema che potreste incontrare in questi itinerari è il parcheggio, non sempre presente, ma con qualche accorgimento è fattibile. Se ti servono indicazioni scrivici pure.
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