AFRICA · Zanzibar

Zanzibar, un viaggio all’insegna del relax

La nostra scoperta dell’Africa continua e quest’anno abbiamo visitato l’isola di Zanzibar.
Ci siamo innamorati del mare e delle bianche spiagge, ma ciò che ci è entrato nel cuore è l’allegria e la cortesia delle persone e i loro sorrisi incredibili. A pochi giorni dal rientro in Italia, abbiamo voluto mettere nero su bianco i ricordi del nostro viaggio, per condividere oltre all’itinerario i sentimenti che sono sorti prima, durante e dopo il viaggio.

Questo viaggio l’abbiamo programmato tantissimi mesi prima della partenza. E’ stato un viaggio un po’ diverso rispetto a quelli che facciamo normalmente, perché è stato tutto organizzato da una agenzia di viaggio. Il motivo è semplice, abbiamo viaggiato in compagnia di amici, per noi e’ stata un’ottima opportunità di combinare relax, in un paese con una temperatura perfetta per essere il mese di febbraio e trascorrere del tempo con gli amici vecchi e nuovi.

Viaggio a Zanzibar 2025

Abbiamo raggiunto l’isola con un volo della compagnia Neos, con partenza da Verona e scalo tecnico a Roma. Siamo atterrati, dopo circa 8 ore di volo, all’aeroporto internazionale “Abeid Amani Karume“, il nuovo aeroporto di Zanzibar, appena ristrutturato.

Aeroporto di Zanzibar

Dopo aver svolto le formalità di entrata nel paese (abbiamo apposto un altro timbro sul nostro passaporto!) e ritirato le valigie siamo saliti a bordo di un pulmino e abbiamo raggiunto l’alloggio che ci ha ospitato, il Dongwe Club Zanzibar, posto sulla costa est dell’isola. Il trasferimento dall’aeroporto di Zanzibar al Dongwe Club dura circa un’ora e trenta minuti circa, i chilometri sarebbero pochi ma le strade a volte diventano impraticabili a causa delle buche.

Il  Dongwe Club è una struttura molto grande circondata da giardini e tantissimi alberi.

I giardini del Dongwe Club Zanzibar

All’interno c’è anche una piscina di acqua salata, perfetta per le giornate ventilate quando è impossibile fare il bagno in mare.

la piscina del Dongwe Club Zanzibar

Noi abbiamo optato per un soggiorno di pensione completa godendoci il ristorante interno che proponeva, sia a pranzo che a cena, un ottimo menù a base di pesce, ma non solo. 

Davanti alla struttura si trova una spiaggia di sabbia bianchissima dove è possibile fare delle lunghe passeggiate, preferibilmente, visto il caldo, nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, tenendo sempre in considerazione le maree, che in questa zona dell’isola, sono molto evidenti in quanto il mare scende dolcemente.

la spiaggia davanti al Dongwe Club Zanzibar

Durante la bassa marea, quando l’acqua del mare si allontana, il paesaggio sembra quasi lunare. Verso il largo si formano delle piccole piscine di acqua cristallina e calda dove fare il bagno è veramente piacevole.

All’interno della nostra struttura in appositi spazi erano esposti gli orari delle maree, molto utili per organizzare le giornate.

Bassa marea Dongwe Club Zanzibar

Ricordatevi di portare delle scarpe da scoglio, sul fondale sono presenti tantissimi ricci di mare.

In spiaggia non si è mai da soli, appena si varca il confine dell’hotel, un folto numero di persone locali, i cosiddetti “Beach Boys”, è pronta a scambiare due chiacchiere in perfetto italiano; ognuno di loro ha anche un soprannome italiano, da Carlo Magno a Giovanni Battista. Alcuni vendono escursioni, mentre altri, i “Maasai”, invitano i turisti a visitare i loro banchetti allestiti  in uno spazio nei pressi della spiaggia. Questo luogo ha anche un nome “la Coop sei tu…” e se cercate piccoli souvenir è il luogo ideale.

mercatino Maasai

Sulla spiaggia invece, le donne vendono i capi di abbagliamento, dai parei alle camicie e vestiti.

la spiaggia del Dongwe Club Zanzibar

Abbiamo parlato con alcuni Maasai, cercando di conoscere la loro storia. Ci hanno raccontato che sono residenti in Tanzania, nelle zone interne della savana, dove risiedono con le loro famiglie, vivendo di ciò che coltivano, soprattutto mais. Gli uomini si trasferiscono a Zanzibar nei periodi di apertura delle strutture alberghiere per cercare di avere un ulteriore fonte di reddito con la vendita di oggetti fatti dalle stesse famiglie.

la spiaggia del Dongwe Club Zanzibar

Il nostro soggiorno è durato complessivamente nove giorni, durante i quali abbiamo alternato le giornate di relax e snorkeling a momenti di scoperta del territorio circostante, lo sapete che non amiamo stare molto fermi!

Le nostre attività effettuate a Zanzibar

Snorkeling: a metà strada tra Pingwe e Dongwe, situata sulla penisola di Michamvi, si trova la riserva marina Blue Lagoon, Qui abbiamo indossato maschera e pinne e abbiamo potuto vedere tanti pesci, grandi e piccoli e dai mille colori. Purtroppo però sono anche evidenti le tracce di deterioramento della barriera, i coralli in alcuni punti sono già sbiaditi.
Il Dongwe Club prevede tutte le mattine una uscita con una barca per raggiungere questa area marina, al costo di 3$.

Un pomeriggio abbiamo effettuato una escursione organizzata da “Cocco Nero”, un ragazzo presente sulla spiaggia davanti al nostro resort. Siamo partiti a bordo di un pulmino per raggiungere la spiaggia di Pingwe dove è presente uno dei ristoranti più iconici dell’isola, il “The Rock Restaurant”. Il suo nome “The Rock” deriva dallo scoglio sul quale è stato costruito il locale.

The Rock Restaurant Zanzibar

Da questa spiaggia a bordo di una barca abbiamo raggiunto le acque a nord  della spiaggia di Pingwe dove abbiamo fatto snorkeling per ammirare le tantissime stelle marine presenti sul fondale.

Snorkeling – Zanzibar

Al termine del bagno abbiamo raggiunto il Kae Fung Sunset Beach, un bar molto, ma molto alternativo dove nonostante una musica assordante tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo atteso il tramonto sdraiati su dei lettini “matrimoniali”, degustando una birra local.

Calato il sole, uno spettacolo di acrobati ha salutato la giornata e al termine dell’esibizione un grande falò è stato acceso sulla spiaggia.

Tramonto al Kae Fung Sunset Beach & bar
Tramonto al Kae Fung Sunset Beach & bar

L’accesso in questo bar è a pagamento, per noi era compreso nel costo dell’escursione.

Ammettiamo che l’ultima parte della giornata non è stata molto di nostro gradimento, il locale era frequentato soprattutto da giovani e la musica non era di nostro gradimento, ma l’esperienza della giornata in sé è stata piacevole: la spiaggia di Pingwe era meravigliosa, nonostante la giornata nuvolosa, il contrasto dei colori tra le nuvole e i colori della spiaggia e della sabbia ha reso questo luogo meraviglioso, per non parlare dell’esperienza di nuotare in mezzo alle stelle marine per poi terminare la giornata ammirando un bel tramonto. Ciò che ci è piaciuto tanto è stato anche il ritorno in pulmino verso il nostro albergo, quando ormai il sole era calato. In questo breve tragitto abbiamo potuto osservare la popolazione all’interno dei villaggi. Ci siamo meravigliati di vedere quanto siano animate le strade, con i bambini che giocavano tra loro, le persone che si intrattenevano con chiacchiere, abbiamo visto anche tavoli di bigliardo all’aperto, momenti di pura condivisione del tempo tra le persone.

Stone Town: è la capitale di Zanzibar, è uno dei luoghi più caratteristici dell’isola, per la sua importanza storica e la sua architettura, la città nel 2000 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il centro è un labirinto di stradine tortuose sulle quali si affacciano tante case bianche, alcune hanno portoni in legno con decorazioni meravigliose, negozi, bazar e moschee.

Cosa visitare a Stone Town:

  • il Darajani Market, un mercato molto caratteristico, noi siamo entrati all’interno del mercato del pesce (l’odore è importante), delle spezie e della frutta e verdura.
  • la cattedrale anglicana, Christ Church, edificata nel 1873 per volere di Edward Steere, terzo vescovo di Zanzibar.
  • La cattedrale cattolica di San Giuseppe, costruita fra il 1893 e il 1897 dai missionari francesi ha una facciata con due alte guglie laterali.
  • Il forte arabo (Ngome Kongwe in swahili) è una massiccia fortificazione in pietra, costruito alla fine del XVII secolo dagli omaniti come struttura difensiva.
  • Il palazzo delle Meraviglie (Palace of Wonders) è uno degli edifici più imponenti di Stone Town. Edificato nel 1883 e ristrutturato dopo il bombardamento navale del 1896, fu usato come residenza dei sultani, come sede del governo coloniale, e come sede del partito di governo dopo la rivoluzione.
  • La casa di nascita del cantante Freddie Mercury, ora trasformata in museo.
La cattedrale anglicana, Christ Church – Stone town
Museo di Freddy Mercury – Stone Town

Il nostro consiglio è quello di passeggiare tra i vicoli della vecchia città, dove ancora si respira l’autenticità dell’isola, anche se i tanti negozi di souvenir stonano un pò con il contesto circostante.

Prison Island: dal porto di Stone Town, è possibile fare una escursione a bordo di un “dhow”, la tipica imbarcazione a vela locale, per raggiungere Prison Island.

Imbarcazione tipica di Zanzibar

Su quest’isola furono costruite delle prigioni anche se poi non furono mai utilizzate.

Nel periodo della diffusione delle febbre gialla divenne una stazione di quarantena mentre ora ospita una colonia di tartarughe giganti di Aldabra (dono fatto dal governatore britannico delle Seychelles nel 1919). Si pensa che alcuni degli esemplari presenti a Prison Island abbiano oltre 200 anni di età. Insieme alle tartarughe convivono alcuni pavoni e alcune antilopi molto piccole.

Tartarughe e pavoni di Prison Island

Dopo la visita alle antiche prigioni, abbiamo raggiunto Nakupenda,  una lingua di sabbia bianca finissima circondata da un mare cristallino, che scompare all’arrivo dell’alta marea.

Nakupenda – Zanzibar

Vista la bellezza del luogo, i turisti arrivano a flotte; considerate che sbarcano solo persone che partecipano a visite organizzate, ognuno perciò al suo angolo dove ripararsi sotto una tenda e dove degustare il pranzo che viene preparato direttamente sulla spiaggia.

Nakupenda – Zanzibar

Per noi è stata una settimana di completo relax, seguendo i ritmi lenti dell’isola e come usano dire i Zanzibarini “pole pole”, piano piano.

Vi garantiamo che dopo una settimana immersi delle acque cristalline e caldissime di questo paradiso lo stress accumulato nei mesi precedenti è completamente sparito, per questo un viaggio sull’isola di Zanzibar per noi è ‘approvato’!

Naturalmente la vita sull’isola non e’ tutta ‘rosa e fiori’, noi abbiamo osservato e ci siamo confrontati con alcune persone per comprendere meglio la loro situazione e come al solito, siamo tornati a casa con il cuore pieno di gioia per l’esperienza fatta.

Voi avete già visitato questa isola? Se volete potete raccontarci la vostra esperienza nei commenti.

13 pensieri riguardo “Zanzibar, un viaggio all’insegna del relax

  1. Ma che bel viaggio che avete fatto. In questo momento una settimana di relax la farei volentieri anch’io su quelle spiagge meravigliose e nuotando nel mare in mezzo ai pesci. A febbraio com’erano le temperature? Grazie per le bellissime foto!!

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    1. Ti ringraziamo tanto, ci fa piacere sapere che riusciamo a trasmettere un po’ delle emozioni che proviamo durante i nostri viaggi. Sull’isola di Zanzibar è possibile rilassarsi, soprattutto sulla costa est dell’isola dove abbiamo soggiornato noi e il mese di febbraio per noi aveva il clima ideale, caldo di giorno (ma sopportabile) e mite di sera.

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  2. Da amante delle basse temperature, ho sempre considerato i paesi caldi come off limits, ma devo ammettere che Zanzibar mi ha sempre ispirato molto. Grazie al tuo articolo, capisco che deve essere un luogo splendido che merita di essere visitato. Ci farò un pensierino! 😊

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  3. Due miei amici sono appena tornati da un viaggio di quindici giorni a Zanzibar e al rientro hanno detto di volersi trasferire là. Non credo che lo faranno, ma hanno apprezzato, oltre alla bellezza dei luoghi, il calore delle persone che hanno incontrato durante il viaggio.

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  4. Zanzibar è proprio piacevole, sono passata da Stone Town la scorsa estate e il Dongwe Club me lo ricordo bene pensa che ci sono stata tantissimi anni fa ed era stata una settimana bellissima, molto divertiti e appagati, mi fa piacere avere responsi positivi ancora oggi

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  5. Sono stata due volte a Zanzibar e sarei già prontissima per una terza, isola stupenda dal fascino unico e mare strepitoso, come dici tu ottima per una settimana di puro relax

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