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Giorno della Memoria: riscoprire il Campo di Fossoli

“E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”
(Primo Levi – I sommersi e i salvati)

ll 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz e ricollegandosi a quella data, il 27 gennaio di ogni anno, a livello mondiale, si commemora il “Giorno della Memoria” in ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto.

E’ importante ricordare e anche noi desideriamo dare il nostro piccolo contributo.

Nei giorni scorsi abbiamo deciso di visitare un luogo non troppo distante da casa nostra, il Campo di Fossoli, nelle vicinanze di Carpi, un grande campo di concentramento e di transito. Ne avevamo sempre sentito parlare, soprattutto dai nostri figli, che avevano visitato questo luogo durante il loro percorso scolastico e ci è sembrato il momento appropriato per visitarlo.

Campo di Fossoli – Carpi

Un po’ di storia

Questo campo fu costruito nel 1942 dal Ministero della Guerra del Regno d’Italia come campo per prigionieri di guerra alleati. Restò in funzione dal luglio 1942 all’8 settembre 1943. La scelta di Fossoli fu dettata da diversi motivi: per la sua posizione strategica, vicino a ferrovie e altre vie di comunicazione, inoltre perché si trova in pianura ed è circondato da campi da dove era molto difficile scappare.

Dal 5 dicembre 1943 al 15 marzo 1944 questa area fu trasformata, dalla Repubblica Sociale Italiana, in Campo di concentramento per ebrei, italiani e stranieri. Dall’inizio del mese di febbraio iniziarono le deportazioni degli ebrei: il primo convoglio per Auschwitz partì  il 22 febbraio, e tra gli oltre 600 deportati c’era anche Primo Levi.

Tra il 15 marzo 1944 e i primi di agosto 1944, il  Campo nuovo passò sotto il controllo delle SS e diventò un Campo di polizia e di transito: vi erano internati ebrei e oppositori politici destinati alla deportazione in Germania, mentre il Campo vecchio, formalmente controllato dagli italiani, era destinato agli internati civili.

Il 15 luglio 1944 dopo aver trasferito tutti i prigionieri verso il nord Italia, il Campo vecchio venne ufficialmente chiuso.

Dall’Agosto del 1944 il Campo Nuovo divenne un Centro di raccolta per la mano d’opera destinata al lavoro in Germania. Le testimonianze documentano il passaggio di un grande numero di deportati, uomini e donne. Alla fine di novembre 1944, dopo un violento bombardamento, anche questo centro venne spostato nel nord d’Italia.

Nel novembre del 1945 il Campo Nuovo venne trasformato in Centro di raccolta per profughi stranieri:  venne chiuso nel luglio 1947.

Nonostante fosse un luogo di transito perciò ritenuto poco pericoloso, ci furono alcuni episodi che videro la morte di alcuni prigionieri.

Il 1° maggio del 1944 un internato ebreo fu ucciso perchè non si presentò nei tempi previsti ad uno dei due appelli giornalieri e circa un mese dopo un oppositore politico, fu prelevato dalle SS per essere trasferito  a Verona ma fu fucilato poco lontano dal campo. L’evento più tragico si verificò però il 12 luglio quando furono uccisi 67 di oppositori politici al poligono di tiro di Cibeno di Carpi, questo evento verrà ricordato come “Eccidio di Cibeno” o “Strage di Fossoli”.

Nel maggio 1947 il sito venne occupato dall’Opera Piccoli Apostoli, fondata da un sacerdote originario di Fossoli, don Zeno Saltini, per accogliere  bambini abbandonati e orfani di guerra. Vennero abbattuti i muri e i fili spinati e le baracche vennero modificate in abitazioni, scuole, laboratori e bar: il Campo prese il nome di Nomadelfia. Problemi economici e altre difficoltà portano nel 1952 alla chiusura di Nomadelfia: la comunità si spostò a Grosseto, dove esiste tuttora.

L’ultima occupazione del Campo Nuovo risale al 1954 quando al suo interno furono accolti i profughi Giuliano-Dalmati, dando vita al villaggio San Marco. All’interno c’era la scuola, l’ufficio postale e la chiesa. Nel 1970 i profughi si trasferirono in città e da allora ne iniziò il degrado.

Solo nel 1984 il Comune di Carpi ottenne dallo Stato la sua proprietà a titolo gratuito, con l’impegno di trasformarlo nel Museo nazionale della deportazione. Dal 1996 è gestito dalla Fondazione Fossoli, la quale ha lo scopo di divulgare i fatti avvenuti all’interno dell’area, per RICORDARE e per non perdere la MEMORIA degli orrori vissuti da uomini, donne e bambini.

Com’era suddiviso il campo di Fossoli
Nel 1942 fu costruito il “Campo vecchio” affacciato su via Grilli, dopo alcuni mesi iniziarono i lavori del “Campo nuovo” affacciato su via Remesina.

Campo di Fossoli – Carpi

Campo di Fossoli – Carpi

Il Campo vecchio era costituito da 93 baracche di cui 46 ospitavano i prigionieri  mentre le restanti erano adibiti a locali di servizio (cucine, bagni, locali per i sorveglianti e la direzione). Nel campo nuovo invece erano presenti 30 baracche. Si stima che siano passati da questo campo 2000/2500 detenuti ebrei e oltre 2200 detenuti politici. I prigionieri politici erano contrassegnati da un triangolo rosso, mentre gli ebrei da uno giallo. Il campo era circondato da una doppia recinzione di filo spinato, con torrette d’avvistamento in mattoni ed in legno.

Campo di Fossoli – Carpi

Coloro che sono sopravvissuti, ricordano che a Fossoli la vita era abbastanza tollerabile, nonostante le precarie condizioni igienico-sanitarie, la denutrizione e soprattutto l’incertezza del futuro.

Nel 2004 venne ricostruita la baracca 14 del settore ebraico. Ora è visitabile e al suo interno sono presenti pannelli espositivi e un grande plastico del campo.

Campo di Fossoli – Carpi
Campo di Fossoli – Carpi

Dove si trova il Campo di Fossoli
L’accesso al Campo di Fossoli si trova in Via Remesina Esterna n. 32 località Fossoli,  Carpi (MO)

Il Campo è ad accesso libero e gratuito ed è aperto la domenica e i festivi.

Per maggiori informazioni sugli orari di apertura e sulle visite guidate è possibile consultare il sito.

Informazioni sulla visita
All’ingresso del campo è possibile scansionare un QR Qode; il link  permette di ascoltare un racconto sulla storia e gli accadimenti del sito. Inoltre, è possibile scaricare un’applicazione sul proprio smartphone o tablet, che permette di seguire un percorso; una voce narrante racconta in 12 tappe gli eventi. È presente inoltre un itinerario “emotivo”, composto dalle testimonianze di chi, il Campo, lo ha vissuto. Infine, è presente una sezione informativa contenente mappe storiche, infografiche dinamiche, un glossario e informazioni pratiche.

L’App è scaricabile gratuitamente da Goole Play Store e dall’ Apple Store.

All’interno della struttura sono presenti volontari che effettuano brevi visite guidate raccontando la storia del Campo.

Solo una precisazione: questo era un campo dove le persone venivano raccolte per essere poi inviate nei campi di concentramento, perciò la loro permanenza qui era breve. Quindi a differenza dei campi di concentramento di Auschwitz e Mauthausen (da noi visitati negli anni passati) qui non troverete sezioni con oggetti, ma si tratta di una visita alle rovine delle capanne che ospitavano le persone.

Campo di Fossoli – Carpi

All’uscita del campo proseguendo verso destra, in Via dei Grilli, nei pressi dell’incrocio con Via Remesina Esterna potete visitare il Monumento dell’ex campo di concentramento di Fossoli. Fu costruito nel decimo Anniversario della Liberazione, in ricordo degli orrori della guerra, della tragedia della deportazione, dei sacrifici della lotta partigiana. Il monumento è formato da un muro, un’urna e una lapide, con un’iscrizione commemorativa dettata da Piero Calamandrei.

Monumento – Fossoli

Dopo aver terminato la visita al Campo è possibile fare anche una sosta a Carpi dove si trova il  Museo Monumento al Deportato.

Avete mai visitato un campo di concentramento? Vi aspettiamo nei commenti.

14 pensieri riguardo “Giorno della Memoria: riscoprire il Campo di Fossoli

  1. Non ci sono mai le parole giuste per tutto questo. La cosa che mi fa più rabbia è che nonostante gli anni, nonostante il parlarne, i libri, film ecc. continuano ad esserci situazioni uguali o simili nel mondo.

    L’uomo non vuole proprio imparare dai propri errori…

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  2. Nel Giorno della Memoria, è importante ricordare per non dimenticare, ora più che mai. Io, ad esempio, non conoscevo l’esistenza del grande campo di concentramento di Fossoli. Solo a guardarne le immagini mi vengono i brividi a pensare la grande tragedia vissuta da tanta gente. Grazie per averne parlato e scritto!

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  3. Quanto dolore conservano luoghi come questo, quante lacrime, quante incertezze, quante domande…. eppure la storia sembra non averci insegnato nulla. Nel mondo sono ancora moltissimi i campi di lavoro e tanti sono gli stermini di massa che i grandi capi di stato giornalmente ignorano, e anche noi.

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  4. Sai cosa mi colpisce di questo campo? Le dimensioni: a vedere il plastico, i numeri dei capannoni ecc., è davvero immenso. Incredibile quanti mezzi e fondi si possano trovare per costruire luoghi di prigionia e di privazione dell’altrui libertà.

    Non sapevo, poi, che la Nomadelfia vicino Grosseto avesse avuto una prima sede. E che questa prima sede riscattasse un luogo di prigionia quale Campo di Fossoli.

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