All’interno del Parco regionale dei Colli Euganei, ai piedi del Monte Lonzina vicino ad Abano Terme, è possibile visitare una Abbazia straordinaria. In questo monastero vivono ancora dei frati benedettini che svolgono, al di fuori dei momenti di preghiera, attività molto interessanti.
Parliamo dell’Abbazia di Praglia.
Entrare nel monastero significa distaccarsi dal mondo esterno. All’interno regna solo silenzio gli ambienti, i chioschi, i giardini, la biblioteca, tutto è circondato da un alone molto spirituale.

La sua storia
L’abbazia di Praglia fu fondata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo sulle pendici settentrionali dei colli Euganei, lungo l’antica strada Montanara, dalla famiglia vicentina dei conti Maltraversi di Montebello.
Il suo nome deriva dal toponimo”Pratàlia”o”Pratàlea” , che significa zona di prati. Dall’inizio del XIV secolo la comunità di Praglia si rese del tutto autonoma: elesse al proprio interno un Abate e il numero dei monaci negli anni crebbero sensibilmente, tant’è che l’edificio originario diventò piccolo per ospirare i monaci presenti. Nel 1460 iniziarono i lavori di ristrutturazione e ampliamento; l’antico complesso medievale fu demolito lasciando in piedi solo la torre campanaria e dopo circa un secolo i lavori terminarono con la costruzione anche della nuova chiesa (1548).
Negli anni i monaci furono più volte cacciati dal monastero, prima nel periodo napoleonico poi nel 1867 quando venne varata in Veneto la legge che sopprimeva tutte le corporazioni religiose.
Solo nel 1904 i primi due monaci fecero ritorno al monastero e da allora la vita dell’Abbazia riprese regolarmente, continuando fino ai nostri giorni.
La visita al complesso
Appena si entra nella cinta muraria del complesso ci si trova davanti la scalinata che conduce alla Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta, costruita a partire dal 1490 sopra i resti dell’antica chiesa medievali; è il cuore del monastero e della vita comunitaria.

L’interno è a tre navate con cinque cappelle laterali per parte. E’ uno degli esempi più significativi dell’architettura rinascimentale del Veneto.

Proseguendo lungo il viale si giunge al monastero. L’ingresso all’edificio è consentito solo se si partecipa alle visite guidate. Al portone di accesso si viene accolti da un monaco che accompagna i visitatori all’interno del complesso dove si potranno ammirare tre dei quattro chiostri (pensile, botanico e rustico), la chiesa abbaziale, la loggetta Fogazzaro, il refettorio monumentale, la sala del capitolo e solo in alcune giornate prestabilite, l’antica biblioteca.
L’attuale complesso abbaziale ha uno stile che intergra il tardo gotico e lo stile rinascimentale. Il monastero si articola in quattro chiostri tra loro comunicanti: doppio, detto anche della clausura, botanico, pensile e rustico.
Il chiostro rustico fu finito di costruire nel 1720 occupa la parte ovest del monastero. Al centro del chiostro si trova un pozzo in trachite.

Nel passato era riservato alle attività agricole, come deposito degli strumenti per la coltivazione della campagna. Oggi in questa area sono presenti gli ambienti destinati all’ospitalità: la foresteria, il centro per le attività culturali e congressuali e la sala dei turisti.
Il chiostro botanico, terminato nel 1490, è il cortile d’ingresso dell’abbazia ed è chiamato botanico perché in passato era adibito alla coltivazione delle piante. Il portico è composto da colonne di marmo rosso e di pietra bianca mentre le pareti affacciate sul giardino sono decorate da monofore e bifore.

Il chiostro pensile attuale, in stile rinascimentale ha sostituito il precedente chiostro romanico. Su ogni lato sono presenti sette arcate a tutto sesto sostenute da colonne bombate con capitelli corinzi. Il chiostro è costruito a piani inclinati convergenti al centro e poggia su quattro pilastri a volta, un sistema di raccolata e di filtraggio, su modello delle cisterne veneziane, permetteva di convogliare le acque piovane nella grande cisterna sottostante che alimentava il pozzo centrale.

Lungo il corridoio del chiostro si può accedere al Refettorio Monumentale, un salone imponente del ‘500, con opere d’arte a carattere religioso, molto interessanti. Attualmente non viene più utilizzato come refettorio.

Sulla parete ovest salta all’occhio il piccolo pulpito bianco del tardo quattrocento, cui si accede da una scala interna. L’arredo ligneo è del ‘700, in radica di noce con fregi diversi posti sopra ogni seduta.

Salendo la settecentesca scala si accede alla biblioteca antica, un luogo meraviglioso, con scaffalature settecentesche e con quindici grandi tele che abbelliscono il soffitto.

Con la soppressione napoleonica i testi all’interno dell’antica biblioteca furono dispersi; solo nel secolo XIX la biblioteca fu ricostituita ex novo dalla Comunità monastica, soprattutto grazie a donazioni di privati e a trasferimenti di testi da parte di altre biblioteca.

La biblioteca fa parte del Polo Universitario Veneto ed è aperta al pubblico con un servizio di consultazione in sede grazie all’espansione di nuovi spazi, e con l’adattamento a sala di consultazione dell’antica “Sala del fuoco comune”, posta al piano inferiore.
La Sala capitolare (XV-XVI sec.) è il luogo “dell’ascolto e del dialogo fraterno” dove ci si riunisce a consiglio per tutte le questioni importanti della vita comunitaria. In questa sala inizia e termina l’itinerario monastico: dall’ammissione alla prova del noviziato alla deposizione dei resti mortali nel sepolcreto.

Dalla Loggetta belvedere, detta anche “del Fogazzaro” (nell’abbazia Antonio Fogazzaro ambientò alcune parti del suo romanzo Piccolo mondo moderno) si ha un bella vista sui Colli Euganei. Abbassando lo sguardo risalta agli occhi la coltivazione di lavanda che nel periodo estivo è un’esplosione di colori e profumi.

A sinistra si scorge l’edificio della clausura con le celle dei monaci disposte attorno allo spazio interno del Chiostro doppio, realizzato fra il 1461 e il 1484 a doppio loggiato, composto da undici campate nel lato maggiore e a nove nel minore.
La comunità monastica
La Comunità Benedettina di Praglia è attualmente la più numerosa d’Italia e conta poco più di 30 membri. La maggior parte dei monaci vive stabilmente in questa Abbazia mentre alcuni di essi vivono nelle tre case dipendenti (San Giorgio Maggiore di Venezia, Monte della Madonna di Teolo, Sadhu Benedict Math in Bangladesh).
La foresteria
Il tema dell’ospitalità fa parte della “Regola di San Benedetto”, perciò i pellegrini e non solo, sono ben accolti. In questo luogo è possibile soggiornare per trascore alcuni giorni di preghiera e di ritiro spirituale. Inoltre è possibile condividere la vita dei monaci partecipando ai ritmi della giornata, fatta di preghiera, lavoro, studio e silenzio.
Attività svolte all’interno dell’Abbazia di Praglia
Oltre al quotidiano servizio fraterno e all’impegno nei vari ambiti di vita del monastero, i monaci si occupano di alcune specifiche attività lavorative come, il Restauro del libro antico, della Cosmetica “Apis Euganea”, dell’Erboristeria “Pratàlea”, dell’apicoltura, nella coltivazione della vigna e nella cantina, nella pubblicazione di opere a carattere monastico e spirituale con la collana “Scritti Monastici”. Tutti i prodotti si trovano all’interno del negozio presente e sono anche venduti on line.

La cantina
Nei tempi passati, era prassi delle antiche abbazie, partecipare alla costruzione del paesaggio agrario del territorio in cui erano collocate e anche l’Abbazia di Praglia ha contribuito, con la diffusione della cultura agricola , con la coltivazione della vite e dell’ulivo.
L’antica cantina, situata nel contesto del parco floro-faunistico dei colli Euganei, si circonda di circa 40 ettari tra collina e pianura, boschi e coltivo; la vite ne occupa 10 ettari, tutti entro le antiche mura di cinta o adiacenti ad esse. Dal 2005 sono sono stati effettuati i primi reimpianti di vigneti tradizionali e storici del luogo, quali Garganega, moscato giallo, merlot, raboso o friularo, tutte varietà DOC (di origine controllata).
Il cammino di vinificazione a Praglia è ripreso il 22 agosto 2011.
I prodotti dei monaci
All’interno del complesso è presente un laboratorio cosmetico per la produzione di creme cosmetiche preparate utilizzando i derivati dell’alveare e gli estratti delle piante officinali, e un laboratorio erboristico, dove sono presenti tisane e infusi.
E’ attivo anche un laboratorio di restauro di libri antichi, manoscritti e pergamene, un lavoro utile per tutelare il grande patrimonio custodito in archivi e biblioteche. Questa attività iniziò nel 1951 e dalla fondazione del laboratorio sono stati restaurati migliaia di beni culturali librari e archivistici, opere d’arte su carta e pergamena.
Segnaliamo infine che si prevede il ripristino dell’osservatorio astronomico che si trova nei giardini dell’abbazia. Sarà un osservatorio di moderna concezione dotato di un telescopio di grandi dimensioni per l’osservazione notturna del cielo e di due telescopi solari per osservare il sole. Questo progetto, riporterà agli antichi fasti, la tradizione monastica per la ricerca del bello del cielo come omaggio al Creato.
Come raggiungere L’Abbazia di Praglia
In treno
Stazione di PADOVA e autobus per TEOLO, VO’, NOVENTA VICENTINA.
In auto
Da Milano: Autostrada A4 MILANO-VENEZIA entrare in A31 VALDASTICO e proseguire in direzione di LONGARE, uscita LONGARE-MONTEGALDELLA direzione MONTEGALDELLA-CERVARESE S. CROCE-ABANO TERME
Da Venezia: Autostrada A4 MILANO-VENEZIA uscita PADOVA-OVEST, tangenziale SR 47 direzione PADOVA SUD-BOLOGNA, uscita n. 6 direzione TEOLO.
Da Bologna: Autostrada A13 PADOVA-BOLOGNA uscita PADOVA SUD, tangenziale SR 47 direzione PADOVA OVEST-MILANO, uscita n. 6 direzione TEOLO.

Vi consigliamo una visita in questo splendido luogo, rimarrete senza dubbio stupiti dalla storia travagliata e dalla tanta bellezza dei locali e del territorio circostante.
Le visite guidate all’interno dell’Abbazia di Praglia sono gratuite, naturalmente è gradita un’offerta al termine del percorso. Gli orari potrebbero variare, tra l’estate e l’inverno per questo motivo vi consigliamo di consultare il sito https://praglia.it/
La visita dell’antica biblioteca viene effettuate in giornate prestabilite (seconda e quarta domenica del mese) e solo su prenotazione.
Piccolo appunto: noi abbiamo prenotato la visita mesi e mesi prima, per darvi un’idea, abbiamo prenotato il 1 gennaio 2023 per la visita a settembre 2023. Quando siamo stati all’ingresso forse eravamo gli unici con la prenotazione. Regolatevi voi come comportarvi!

Altro splendido luogo da visitare in una gita fuori porta, come piace a me! Non è lontanissimo da casa mia, penso che in due ore circa sarei arrivata, quindi mi piacerebbe dedicargli una bella giornata, magari invernale!
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Vedrai che questo luogho non ti deluderà, ricordati di verificare quando è aperta la biblioteca storica merita di essere visitata.
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Ne ho sentito parlare diverse volte ma non ho mai avuto occasione di visitarla. Complimenti per l’articolo molto approfondito come sempre ❤️
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Grazie ❤️
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